
di Sandro Renzi
La Tari quest’anno crescerà in bolletta del 2,80%. Complice, purtroppo, quel maledetto incendio che ha causato danni ingenti alle attrezzature della Sgds Multiservizi. Dopo il passaggio in Commissione, stasera il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare la proposta di aumento della tassa sui rifiuti, senza il quale, peraltro, sarebbe difficile coprire i costi del servizio come prescrive la legge. Senza i fatti di marzo e la conseguente inagibilità dell’autoparco comunale ed i danni subiti da alcuni mezzi, l’aumento sarebbe stato più contenuto (o,90%). Era questa la percentuale autorizzata dall’Ata a fronte di una richiesta che si attestava invece ad 1,70%. «E non ci dimentichiamo che lo scorso anno la società aveva chiesto un incremento dell’8,7% dell’imposta, come da Pef, mentre l’Ata aveva accolto solo il 2,6%» ricorda il sindaco Valerio Vesprini illustrando la manovra.
Il punto di partenza resta lo stato di salute della Sgds Multiservizi. «Senza il debito da ripianare probabilmente la società sarebbe riuscita a cavarsela da sola ed avrebbe fronteggiato i danni dell’incendio senza dover mettere mano alla tassa» dice il primo cittadino. Sarà quindi un aumento spalmato a pioggia sia sulle utenze domestiche che sulle attività commerciali ma che inciderà di più, in proporzione, sui nuclei famigliari numerosi. Va detto anche che, rispetto al 2022, quest’anno l’ente rivierasco ha optato per ripartire l’insieme dei costi da coprire, tra le categorie di utenza domestica e non domestica, rispettivamente nella misura del 52% e del 48%. Nel 2022 la percentuale approvata era stata invece nella misura del 53,66% e del 46,34%. A conferma del fatto che l’aumento peserà di più sulle tasche dei cittadini ecco i numeri illustrati dal sindaco. «Il range entro il quale ci siamo mossi per le utenze non domestiche è tra il 2,2 ed il 2,6% e cambia da categoria a categoria (per gli alberghi sarà ad esempio del 2,3% l’incremento ndr). Per le utenze domestiche, invece, il range va dal 2 al 2,8% e ci si è attestati sul massimo».
Come se non bastasse, in questo scenario, non proprio roseo per i sangiorgesi, ci si mette la decisione del Comune di Fermo di aumentare del 10% il costo di conferimento dei rifiuti nella discarica di San Biagio. Attenzione, però, questo aumento lo troveremo in bolletta nel 2024. «Possiamo cercare di ridurre l’impatto di questa operazione agendo sui costi sostenuti dalla nostra società e con tagli mirati, ma anche prevedendo in capo alla Sgds nuovi servizi produttivi» spiega ancora il primo cittadino, Valerio Vesprini. Gestione del calore, pubblica illuminazione, m anche gestione della pompa di benzina presente al porto peschereccio. Sono questi gli ambiti nei quali potrà intervenire la Sgds. Servizi che non sono in perdita e possono contribuire a risanare i conti della società. «Basti pensare -ricorda ancora Vesprini- che lo scorso anno abbiamo pagato 30mila euro di perequazione negativa disposta dall’Arera per non aver investito sulle reti del gas che rappresentano un capitale fondamentale. Siamo nella condizione che basta un piccolo colpo di vento perché la municipalizzata prenda la polmonite. E se oggi ci troviamo di fronte a questa situazione è perché a fallire è stata prima di tutto la politica nel governare o indirizzare la società».














