Il sindaco Valerio Vesprini e Piero Mognaschi direttore Sgds Multiservizi

di Sandro Renzi

La decisione era nell’aria da tempo. L’Amministrazione Vesprini non ha mai nascosto l’intenzione di mettere mano al project financing da 9.260.000 euro per l’ammodernamento delle rete di pubblica illuminazione in città. Di cambiare le cose anche alla luce di sopraggiunte novità in questi 36 mesi. Un iter partito addirittura nel 2020 e finito, come talvolta accade, nelle aule del tribunale in attesa che a pronunciarsi, nel caso di specie, sia il Tar di Ancona. Dopo tre anni, l’esecutivo di centrodestra ha deciso così di avviare il procedimento di revoca del partenariato a cui si era invece affidata la giunta Loira e di accantonare in sostanza l’idea del project financing stesso, puntando piuttosto su un servizio da svolgere in house. 

Ad imprimere una accelerazione verso questa direzione tanti fattori. Non ultimo, l’eventualità di ricorrere alla società a capitale interamente pubblico. Risparmi da una parte, insomma, «riduzione degli svantaggi derivanti da diseconomie di scala e frammentazione dei rapporti contrattuali» dall’altra si legge nella delibera. L’affidamento in house, quindi, alla Sgds Multiservizi, che peraltro ha presentato, su richiesta del Comune, uno studio di massima sul miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti comunali e dei servizi pluriennali di gestione degli stessi, appare ormai a portata di mano. Un iter, si diceva, piuttosto travagliato quello per l’individuazione della ditta a cui affidare il servizio. Era il gennaio del 2020 quando l’esecutivo a guida Nicola Loira, valutando le proposte di partenariato pubblico-privato pervenute, individuava, come soggetto promotore, la società Menowatt. Tre mesi dopo si approvava il progetto di fattibilità tecnico economica e alla fine dello stesso anno si optava per attribuire alla Sua della Provincia di Fermo il compito di selezionare il contraente. Quattro mesi dopo arrivavano l’aggiudicazione a favore della Menowatt e l’esclusione della offerta proposta da Ottima srl e Gione spa. «Il raggruppamento Ottima srl e Gione spa presentava ricorso al Tar per l’annullamento, previa sospensione cautelare, del provvedimento di esclusione dalla gara. Il Tar, accogliendo il ricorso, disponeva l’annullamento del provvedimento di esclusione del partecipante e la conseguente riammissione alla procedura del partecipante nella condizione e posizione dalla stessa detenute all’esito della valutazione delle offerte tecniche ed economiche operata dalla commissione» si legge ancora nella delibera. Ma i colpi di scena non mancano. Sempre nel corso del 2021 la Sua aggiudica ad Ottima srl la gara, salvo, un mese più tardi, dover provvedere all’aggiudicazione della stessa procedura, in via definitiva, alla Menowatt che aveva esercitato il diritto di prelazione sull’offerta economicamente più vantaggiosa presentata dalla Ottima srl e Gione spa. Quest’ultime, hanno presentato allora un nuovo ricorso al Tar, contestando l’aggiudicazione definitiva a favore della ditta Menowatt. Nel frattempo sono trascorsi altri mesi e tutto è passato in mano al tribunale amministrativo che dovrà pronunciarsi. Nel mezzo il Comune di Porto San Giorgio che sembra aver preso una strada diversa dettata da tre ordini di motivi: sopravvenuti motivi di interesse pubblico, mutamento della situazione di fatto e nuova valutazione dell’interesse pubblico originario. Da questi presupposti parte la decisione di procedere con la revoca dell’intero procedimento. «Nel breve periodo: necessità di avviare quanto necessario sia per l’adeguamento normativo, efficientamento energetico, gestione e manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica comunale sia per il miglioramento dell’efficienza e risparmio energetico degli impianti di climatizzazione (riscaldamento e raffrescamento) degli edifici di proprietà comunale (servizio attualmente attivo a seguito di proroga tecnica disposta nelle more dell’individuazione del nuovo contraente);  nel medio/lungo periodo: necessità di erogazione dei servizi non solo in maniera efficace ed efficiente ma anche modulabile e flessibile, in grado di rispondere consapevolmente ai repentini cambiamenti che possono concretizzarsi (es. emergenza sanitaria) mediante creazione di banche dati intersettoriali attendibili e costantemente aggiornate nonché di sistemi operativi open data che ne consentano l’utilizzo da parte del gestore». Queste, in breve, alcune delle motivazioni che hanno spinto a fare un passo indietro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA