
di Sandro Renzi
Consiglio comunale lampo. In trenta minuti la maggioranza ha approvato all’unanimità la revoca del partenariato pubblico-privato per la gestione della pubblica illuminazione. Chiudendo definitivamente la strada al bando ed avvalorando quanto già deliberato dall’esecutivo Vesprini qualche settimana fa. Al momento del voto i consiglieri di minoranza hanno lasciato l’aula. La decisione di fare un passo indietro non è andata già alla società Ottima srl protagonista di un lungo braccio di ferro con la ditta rivale Menowatt davanti al Tar di Ancona.
Nelle osservazioni presentate dalla società Ottima infatti si sostiene, tra le altre cose, che «la revoca della procedura sarebbe in aperto contrasto con l’interesse pubblico ad una rapida realizzazione dell’intervento di efficientamento e al razionale impiego delle risorse pubbliche» e che «l’affidamento in house è in violazione di legge e attività della Sgds Multiservizi non congruenti con i servizi richiesti». A questo si accompagna anche una mancata valutazione del danno cagionato alla ditta Ottima srl secondo i vertici societari. Tant’è, facendo prevalere una rivalutazione dell’interesse pubblico, l’Amministrazione Vesprini ha deciso di fare un passo indietro e di verificare la possibilità di affidare in house, ovvero alla società Sgds Multiservizi, questo oneroso compito. «Motivi di interesse pubblico sopraggiunti, una smart city evoluta, sicurezza, controllo degli impianti, gestione flessibile delle risorse, nuove opportunità del Pnrr. Troppe circostanze imprevedibili che hanno stravolto il procedimento avviato tre anni. Nuovi bisogni obbligano così l’Amministrazione a rivedere il tutto esercitando il principio della discrezionalità, quindi revocare anche il partenariato in questione» ha rimarcato il sindaco Vesprini illustrando le motivazioni alla base di questa decisione.
L’opposizione però ha scelto di non partecipare al voto. Così la consigliera comunale del Pd, Catia Ciabattoni: «Rispettiamo la scelta di rivalutare l’interesse pubblico di un bando che vale circa 8 milioni di euro. Ma non è chiaro come siate arrivati a questa decisione. Tanto più che oggi ci troviamo di fronte ad un atto ormai definitivo e ad una procedura praticamente chiusa. Di fatto non sappiamo quale sarà il progetto, che tipo di investimento si vorrà fare, se il servizio si darà in house, mi chiedo quindi se a fronte di tutto ciò perseguiamo effettivamente l’interesse pubblico. Siamo di fronte ad un salto nel buio». Ciabattoni ha inoltre lamentato il ritardo con cui è stato trasmesso ai consiglieri il parere legale richiesto dal Comune sulla revoca «e sul quale non abbiamo potuto confrontarci». «Il tutto è stato fatto in maniera approssimativa e autoreferenziale -ha tuonato la Ciabattoni- e per questo motivo non parteciperemo al voto». Il sindaco, nella replica, ha però ricordato che «del cosa faremo si parlerà in un secondo momento quando illustreremo un progetto più ampio in cui si discuterà anche di smart city» così rassicurando pure i consiglieri di maggioranza.














