Il caldo torrido non li ha fermati. Questo pomeriggio, dalle 16, i componenti dell’Officina Trenino si sono ritrovati alla concessione 48 del lungomare di Porto San Giorgio (davanti alla sede del Comune) per dire ‘no’ alle Trivelle, al Tubo e al fossile. «C’è questa nuova perforazione tra San Benedetto e Martinsicuro – ha spiegato Paolo Pennente dell’Officina Trenino -. Gli abruzzesi hanno provato a fare opposizione ma nel sud delle Marche non c’è stato nulla. Questa opera coprirà lo 0,01% del fabbisogno nazionale. La piattaforma tra Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio è tra le più vecchie dell’Adriatico, è attiva dal 1979. Nonostante il gas non c’è più la riattiveranno per ricavare l’olio bituminoso. Non sono opere strategiche funzionali per lo sviluppo del Paese. Piuttosto servono soltanto a far arricchire i costruttori e le multinazionali. Sicuramente i rischi non valgono i benefici».

Non solo costa, infatti ci sono criticità relative anche alle aree interne del territorio. «C’è anche la questione dello Snam che attraversa le aree terremotate – ha continuato Pennente -. Già abbiamo delle zone altamente antropizzate, le estrazioni costituiscono un evidente pericolo ambientale e sono in contraddizione con le politiche turistiche. Inoltre c’è anche una enorme incongruenza con la transizione ecologica. Se entro il 2050 è in previsione l’eliminazione del fossile, queste operazioni di estrazione a cosa servono?».

Zaino in spalla e bandiere con la scritta “Trivelle zero”, i manifestanti sono arrivati anche da Falconara e Pescara. «Ogni presidio delle Marche volto all’uscita dal fossile ci troverà presenti – ha aggiunto Fabrizio Recanatesi del Laboratorio Falkatraz di Falconara -. Oggi siamo ad un anno dalla chiusura del procedimento giudiziario dell’indagine “Oro nero”. Stiamo aspettando l’inizio del processo ma nel frattempo non è ancora cambiato nulla. La situazione è molto grave. Intanto per l’Ilva di Taranto il governo ha emesso il secondo decreto per lo scudo penale e questo non ci fa stare tranquilli. Perciò più che mai oggi bisogna essere qui a manifestare per puntare ad una vera transizione ecologica».

«Noi siamo contro le estrazioni di petrolio in mare e contro il fossile – ha precisato Renato da Pescara -. Veniamo con una mentalità vittoriosa perché nel 2013 siamo riusciti a fermare il progetto “Ombrina mare”. Con quest’ultimo praticamente si voleva costruire una raffineria in mare. Siamo qui a dire che si può vincere contro chi vuole inquinare il territorio. A cosa servono queste estrazioni quando poi non pagheremo meno e copre soltanto un fabbisogno di massimo otto mesi? Sono progetti antieconomici e nocivi per il territorio».

Alessandro Luzi

 

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