
Se il mare oggi fosse stato un pò più calmo con molta probabilità avremmo visto anche qualche nuotatore coraggioso entrare in acqua come d’altra parte è accaduto lo scorso weekend. E fare l’ennesimo bagno in un inconsueto ottobre che sta regalando giornate calde e soleggiate. Una coda d’estate lunga alla quale ormai da qualche anno siamo abituati. E che forse potrebbe spingere Regione da una parte e concessionari di spiaggia dall’altra a valutare l’opportunità di allungare la stagione balneare tenendo aperte le strutture nei fine settimana e lasciando qualche ombrellone e sdraio in più.
Intanto la mattina ha offerto a molti l’occasione di fare una lunga passeggiata in riva al mare. Così a Lido di Fermo ed a Porto San Giorgio, tanti anche a prendere una tintarella fuori stagione, in attesa delle piogge che stentano ancora ad arrivare alimentando così la crisi idrica. Le previsioni per la prossima settimana, fatta eccezione per la giornata di mercoledì quando, salvo ulteriori modifiche, potrebbe esserci qualche rovescio tra Fermo e Porto San Giorgio, raccontano di temperature ancora miti che oscillano tra i 22° di massima ed i 13° di minima con picchi anche di 25° nella seconda parte della settimana. Con un tempo così la spiaggia finisce per essere ancora attrattiva dopo i mesi clou ed è un peccato trovare chalet chiusi, dune di sabbia già approntate a protezione degli stessi, sostanzialmente uno stato di “abbandono invernale” che non fa il paio con le ipotesi di destagionalizzazione a cui si fa spesso riferimento nella speranza che il turismo sconfini oltre i tradizionali luglio ed agosto. Questa mattina, intanto, sin dalle prime ore, la gente si è riversata in spiaggia e sul lungomare sangiorgese e fermano. E c’erano anche alcuni turisti. Se è vero allora che la spiaggia rappresenta una delle forme di sostentamento dell’economia cittadina, perché non prendere in seria considerazione l’ipotesi di viverla anche in autunno? In fondo pensare di degustare castagne con questo clima, magari accanto ad un fuoco, appare ancora improbabile.
Sandro Renzi


















