“Tina”

di Antonietta Vitali

“Si chiama Tina ma lei non lo sa!”. Questo il titolo scelto per questa storia a lieto fine, di cui è protagonista la gattina che porta questo nome.

Tina ha otto anni e, quando ancora è piccolissima, a causa della reazione provocata da un vaccino, diventa completamente sorda. Il nome lo ha scelto la sua proprietaria Maria Grazia che le è, ovviamente, affezionatissima dal primo momento che la gattina è entrata in casa. 

Abitano a Porto San Giorgio, in una casa circondata da un giardino dove Tina, nonostante la sua sordità, è al sicuro quando sta all’aperto. Nello stabile di famiglia composto da più appartamenti abita anche il fratello di Maria Grazia che è appassionato di pesca ed è solito, quando organizza una giornata dedicata a questo sport, sistemare tutto l’occorrente sul vano del suo pick up la sera prima. 

Ha fatto così anche sabato 21 ottobre sera in cui, Tina, attratta dall’odore delle esche, è andata a curiosare sul vano del furgoncino e lì si è addormentata. Per ovvi motivi, non si è minimamente accorta la domenica mattina che il pick up partiva da casa e deve essersi svegliata quando il fratello di Maria Grazia si è fermato in una stazione di servizio per la colazione. In quel momento si è accorta che era completamente fuori dalla sua zona di confort e dalla paura è scappata via.  Lui l’ha vista dileguarsi in preda al panico ma nulla ha potuto sul momento se non avvisare e aiutare la sorella nell’attivarsi immediatamente nella ricerca. 

I manifesti affissi

Hanno iniziato da post su Fb scritti sia sui propri profili personali che su gruppi che si occupano di animali dispersi ed è accaduto quello che non si sarebbero mai aspettati. Da subito infatti, si è mossa una vera e propria catena di solidarietà che ha visto coinvolta una nutrita partecipazione di sangiorgesi che si sono affezionati al caso di “si chiama Tina, ma non lo sa”. 500 i volantini stampati da Andrea, amico di Maria Grazia, e diffusi in tutta la cittadina rivierasca ma, a far ritrovare le tracce di Tina, è stata niente di meno che la fame. Dopo sei giorni di peregrinare e un olfatto ultra sviluppato come normale compensazione di un udito totalmente assente, l’odore sprigionato dai manicaretti preparati da una gastronomia vicina alla stazione di servizio di cui sopra, ha fatto avvicinare la gattina affamata. I proprietari l’hanno riconosciuta, hanno avvisato subito Maria Grazia che ha riportato Tina a casa dove, da quando è tornata, fa solo tre cose: mangiare, dormire, leccare la mano della sua amata proprietaria senza allontanarsene mai.

Il ringraziamento di Maria Grazia arriva dal cuore ed è rivolto a tutta la catena di solidarietà che si è mossa per la ricerca di Tina e ci tiene a rivolgere un pensiero particolare a «Andrea che ha stampato i volantini, a Giuliano che si è prestato per farmi mettere le gabbie trappola con la speranza che Tina ci capitasse, ad Emanuela che mi ha dato le gabbie, a Sara con la quale ci siamo incontrate, lei in pigiama ed io in camicia da notte, perché pensava di aver trovato la mia gattina ma non era così, ed infine, ultima ma non ultima, a Lucia proprietaria della rosticceria che ha riconosciuto la mia gattina».

E dopo questa incredibile esperienza in un mondo reale ma per lei interamente ovattato e privo di suoni, è quasi sicuro che Tina non si farà più coinvolgere nelle battute di pesca del fratello di Maria Grazia!

 

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