
Il momento dell’inaugurazione
Il denaro come simbolo, materia e linguaggio universale. È questa la riflessione al centro di “Heavy Matter. Anatomia del denaro”, la mostra personale dell’artista polacco Piotr Hanzelewicz, curata da Alex Urso e ospitata negli spazi di “Fiuto Art Space” fino al 13 settembre.
Si tratta di un progetto culturale di respiro internazionale realizzato in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e sostenuto da numerosi partner, tra cui la Banca di Ripatransone e del Fermano, da sempre impegnata nella promozione di iniziative capaci di generare valore per il territorio e la comunità.
La collaborazione con l’istituto di credito trova una significativa espressione anche all’interno della sede della banca, dove sono state installate due opere dell’artista, una delle quali appartenente alla serie “Ossidazioni”. Il lavoro nasce da un processo di lenta corrosione di centinaia di monete da un centesimo che, attraverso il tempo e l’azione degli elementi naturali, trasferiscono sulla tela le tracce della propria trasformazione. Il risultato è una composizione di forte impatto visivo, una costellazione di segni e impronte nei toni del rame, dell’ocra e del bruno, nella quale la moneta perde la sua funzione economica per acquisire un nuovo valore: quello artistico. Un’opera che invita a riflettere sul rapporto tra materia e significato, tra valore reale e valore attribuito.
«Per una banca cooperativa il denaro non rappresenta un fine, ma uno strumento attraverso il quale creare opportunità, sostenere le persone e favorire lo sviluppo del territorio. È proprio per questo che abbiamo scelto di sostenere una mostra che affronta il tema del denaro da una prospettiva inedita, culturale e profondamente umana. L’opera di Piotr Hanzelewicz ci ricorda che il valore non è mai soltanto economico, ma nasce dalla fiducia, dalle relazioni e dalla capacità di una comunità di riconoscere ciò che conta davvero. La cultura, come il credito cooperativo, genera ricchezza quando mette al centro le persone», dichiara Donatella Simonetti, presidente della Banca di Ripatransone e del Fermano.
«Si tratta della mostra personale di uno degli artisti polacchi più apprezzati e sono molto felice di ospitare le sue opere da “Fiuto Art Space” grazie alla collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma, che torna a Ripatransone dopo la mostra di Radek Szlaga del 2024», spiega Alex Urso, gallerista e curatore della mostra che aggiunge: «“Heavy Matter” è una riflessione sul valore del denaro e sul peso che gli attribuiamo, sia in senso metaforico e simbolico sia come elemento concreto e materiale. In esposizione ci sono tele, carte e collage che raccontano la materialità del denaro e le sue evoluzioni storiche: dal baratto, forma più archetipica di scambio, alla moneta e alla banconota, fino a un denaro oggi sempre più digitale e immateriale. Cosa significa questa smaterializzazione, che continua però a influenzare in modo determinante le nostre giornate e la vita di ciascuno di noi? La mostra propone una riflessione attraverso una serie di opere, in gran parte inedite, alcune delle quali realizzate ispirandosi proprio al contesto ripano».
L’esposizione si distingue anche per la sua struttura diffusa. «È una mostra diversa dalle altre – prosegue Urso – perché non si sviluppa soltanto all’interno della galleria, ma prosegue anche presso la sede della Banca di Ripatransone e del Fermano e presso la Casa della Salute. Ci è sembrato interessante mettere in dialogo due luoghi che rappresentano, in un certo senso, due poli opposti del concetto di benessere: da una parte la ricchezza economica, dall’altra la salute. Attraverso questo percorso espositivo vogliamo stimolare una riflessione su un tema che riguarda e influenza la vita di tutti noi».
Realizzata con il supporto di Flow Digital, Casa Agello, La Fenice Showroom, Consorzio dei Vini Piceni e dell’associazione Terrerare, la mostra costruisce così un dialogo tra luoghi simbolicamente legati ai concetti di ricchezza e benessere. Attraverso opere dedicate alle monete ossidate e a banconote trasformate in intrecci di carta, Hanzelewicz mette in discussione il significato stesso del denaro e invita il pubblico a interrogarsi sul valore che attribuiamo alle cose, dimostrando come l’arte possa trasformare un semplice mezzo di scambio in uno strumento di riflessione collettiva.














