
«Basta confondere le acque: oggi non è il giorno dell’autocompiacimento, ma delle responsabilità
La giornata di oggi è una giornata amara per Porto San Giorgio. Mentre il sistema dei teatri condominiali dell’Italia centrale entra ufficialmente nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco, il teatro comunale di Porto San Giorgio resta fuori dal riconoscimento insieme ad altre importanti realtà marchigiane». Inizia così la nota del gruppo consigliare del Pd dopo aver appreso dell’esclusione dal sito Unesco del teatro sangiorgese ed aver letto i commenti del primo cittadino Valerio Vesprini e dell’assessore alla cultura, Carlotta Lanciotti. «Per questo sorprende il tono dell’Amministrazione comunale, che appare ambiguo e orientato più a confondere le acque che a raccontare con chiarezza quanto accaduto. La verità è semplice: Porto San Giorgio aveva l’opportunità di essere tra i teatri riconosciuti dall’Unesco e questa opportunità è sfumata. Non si tratta di negare il valore del nostro teatro, che rimane straordinario, né di sminuire il risultato complessivo ottenuto dalle Marche. Si tratta di prendere atto che la nostra città non è riuscita a raggiungere un traguardo che avrebbe rappresentato una spinta culturale, turistica ed economica» scrive Elisabetta Baldassarri e nome dei dem.
«Parlare oggi genericamente di “altre occasioni di crescita” rischia di essere un modo per spostare l’attenzione dal punto centrale: è stata interrotta una filiera di valorizzazione che avrebbe potuto collocare Porto San Giorgio in una rete internazionale di eccellenza culturale. Colpisce inoltre come alcuni esponenti della maggioranza rivendichino oggi risultati costruiti grazie a scelte lungimiranti compiute oltre quarant’anni fa. È vero: la storia parla. E parla attraverso le intuizioni, gli investimenti e la visione di chi ha creduto nel Teatro Comunale quando molti non ne comprendevano il valore. La storia però insegna anche che non basta ereditare un patrimonio: bisogna saperlo valorizzare, difendere e accompagnare con una progettualità all’altezza delle sfide contemporanee. Oggi sarebbe stato opportuno un gesto di trasparenza e di umiltà istituzionale: riconoscere che la città ha mancato un obiettivo importante, analizzarne le ragioni e indicare con chiarezza quali azioni si intendono mettere in campo per recuperare terreno».
Per il Pd sangiorgese il riconoscimento non era una medaglia da appuntare al petto di qualcuno, ma un’opportunità per tutta la comunità sangiorgese. «La cultura non può diventare l’ennesimo terreno della propaganda. Di fronte a un’occasione persa serve meno autocelebrazione e più capacità di assumersi responsabilità. Porto San Giorgio merita di più. Merita una visione culturale ambiziosa, capace di costruire futuro partendo dalla sua storia, non limitandosi a raccontarla quando fa comodo».
Sa. Ren.














