«Non fidarti delle apparenze: non è il lupo che attraversa la strada, ma è la strada che attraversa il bosco. Il lupo e l’uomo: un rapporto che vive di collaborazione reciproca».
Nella serata di ieri, primo settembre, in piazza Marconi, a Monte Urano, si è tenuto un incontro di approfondimento, molto partecipato, dedicato al lupo e al suo legame con l’uomo. La serata, che ha visto come protagonisti il sindaco Andrea Leoni e il dottor Nazzareno Polini, naturalista e divulgatore scientifico, è stata organizzata dall’amministrazione comunale in seguito ai ripetuti avvistamenti e ad alcuni episodi legati alla presenza di lupi sul territorio, argomento ormai diventato di interesse quotidiano. Un ringraziamento è andato anche all’impresa Matteo Ruggeri, che ha contribuito alla realizzazione di tale evento.
Il sindaco Andrea Leoni ha introdotto l’argomento spiegando che «il tema del lupo è totalmente divisivo: c’è chi lo ama e chi lo odia. Noi, come amministrazione, lavoriamo insieme alle istituzioni locali dalla Prefettura alla Regione Marche, fino al Corpo Forestale dello Stato e alla Provincia di Fermo per tutelare sia la fauna selvatica sia i cittadini». Proseguendo, ha rassicurato i presenti: «Ad oggi la situazione è completamente sotto controllo e non si registrano casi di attacchi nei confronti dell’uomo; tuttavia, ci sono giunte solo segnalazioni riguardo animali domestici e da cortile».
Ha poi preso la parola il dottor Nazzareno Polini, il quale ha aperto il suo intervento con una breve presentazione personale. Presentandosi in veste di tecnico, Polini ha sottolineato l’intenzione di basarsi su dati certi a livello nazionale e su informazioni scientifiche per capire le opportunità che questo animale può offrire al nostro territorio, non limitandosi agli aspetti che nell’immaginario collettivo passano come negativi. Ripercorrendo la storia del lupo, il naturalista ha ricordato come in passato fosse quasi portato all’estinzione dall’uomo poiché lo considerava nocivo. Nel corso del tempo, grazie all’introduzione delle leggi di conservazione, la specie ha ripreso a riprodursi in modo autonomo. Un punto fondamentale evidenziato riguarda il comportamento degli individui sopravvissuti agli attacchi umani: mantenendo un atteggiamento elusivo e solitario sono riusciti a nascondersi e dunque a salvarsi. Grazie a questo, il lupo ha potuto espandere di nuovo la sua popolazione e ora occupa gran parte del territorio italiano. Per studiare questa specie bisogna fare un censimento, raccogliendo campioni sul campo per sottoporli ad analisi approfondite. Tra queste, la più tipica è l’analisi genetica: durante le escursioni, i rilevatori forestali e i naturalisti raccolgono escrementi e peli lasciati dall’animale. Questo monitoraggio ha permesso di stimare nel 2022 in Italia 3300 individui.
Polini ha tenuto a richiamare all’attenzione un concetto psicologico: «L’uomo non è programmato per temere ciò che uccide lentamente (facendo l’esempio del fumo, alcol, smog, stress ecc), ma per reagire a ciò che potrebbe ucciderlo subito (come un attacco da parte di un lupo)» e ha approfondito tale concetto affermando che questo non è un difetto morale, bensì un retaggio evolutivo che, nel mondo moderno, porta a decisioni irrazionali e a una gestione pessima dei rischi reali.
Con i dati alla mano il tecnico naturalista ha mostrato che dal 2017 al 2024 ci sono stati 19 attacchi a persone, 11 di questi riconducibili ad un solo esemplare che è quello di Vasto (attualmente custodito in cattività). Mostrando le probabilità di essere morsi dal lupo, che sono 1 su 30/40 milioni, Polini ha voluto spiegare concretamente che «il lupo percepisce l’uomo come un pericolo poiché fin da cucciolo viene abituato dai genitori a tenersi lontano dalle zone antropologiche. Dunque l’animale ha molta più paura di noi di quanto possiamo pensare».
Dopo aver presentato i grafici a riguardo, ha chiarito che, se vengono uccisi i genitori, i cuccioli crescono senza un’educazione e di conseguenza intraprendono strade sbagliate arrivando vicino ai centri abitati. Per tenere sotto controllo un lupo gli esperti adottano misure precise come, per esempio, dopo la cattura viene applicato un collare GPS prima di rilasciarlo, e si posizionano fototrappole per monitorare ogni spostamento e individuare le aree maggiormente frequentate dall’animale.
Cosa fare se si trova un lupo ferito o problematico? Innanzitutto si vuole chiarire che un lupo si considera “problematico” quando diventa un problema reale, come per esempio quando gira tra le case e i parchi anche di giorno, diventando troppo confidente e creando disagi. In questi casi è necessario chiamare il Cras (Centro Recupero Animali Selvatici). E’ necessario segnalare alle autorità se il lupo che si vede assume comportamenti ripetuti e non normali per la sua natura.
Un altro aspetto fondamentale su cui il tecnico ha insistito riguarda la protezione del bestiame e degli animali da cortile (come galline, polli, mucche, pecore e maiali). I loro rifugi devono essere costruiti accuratamente; inoltre, dal tramonto all’alba si consiglia di tenere tali animali rinchiusi. Oltre a questo, bisogna prestare attenzione a non buttare e lasciare nel letamaio carcasse o avanzi di cibo che potrebbero essere un richiamo per i lupi.
Incontrare un lupo è raro, ma può succedere in aree rurali e montane. Conoscere i comportamenti corretti è essenziale per la sicurezza delle persone e per quella dell’animale stesso. Così facendo è possibile instaurare una convivenza sicura per tutti.
Il naturalista e divulgatore scientifico, prima di chiudere il suo discorso, ha elencato le accortezze da tenere in considerazione nel caso in cui si incontrasse un lupo: «Non lasciare mai cibo o sacchetti dell’umido nei centri abitati, non dare da mangiare agli animali selvatici, e in particolare al lupo perché sanno badare a loro stessi senza l’aiuto umano, in caso di incontro ravvicinato non bisogna scappare perché così facendo l’animale percepirebbe la paura e prenderebbe il sopravvento». Come ultima accortezza, ma non per importanza, il naturalista ha rimarcato che quando si esce con il proprio animale domestico, soprattutto di sera, è fondamentale tenerlo al guinzaglio.


















