Il sindaco Alberto Scarfini e il rugbista Riccardo Schinchirimini

Parla anche un po’ fermano lo scudetto conquistato recentemente in serie A di rugby dalla squadra del Valorugby di Reggio Emilia. Fra i campioni d’Italia milita anche anche Riccardo Schinchirimini, 25 anni di Fermo. Da due stagioni con la squadra emiliana con cui ha conquistato anche la Coppa Italia, Riccardo aveva precedentemente anche giocato nelle fila della compagine mantovana del Viadana, prima nell’under 18 (all’età di 16 anni) e poi , dopo una breve parentesi in serie B, dal 2020 nella massima serie.

196 cm di altezza, ruolo di seconda linea, Riccardo vanta gli esordi di questa promettente carriera con il Fermo Rugby negli under 12 fino all’under 16, con parentesi anche in altre squadre.

In questi giorni ha ripreso la preparazione, con allenamenti quotidiani in vista dei prossimi impegni sportivi come le prime amichevoli e la Supercoppa a settembre. In questi anni si è dedicato anche allo studio universitario e ad ottobre conseguirà la laurea in Giurisprudenza.

E’ ancora molto legato alla sua città tanto che quando ha dei momenti liberi trova tempo e modo per tornare a Fermo e ad agosto sfilerà con la sua contrada, Castello, al Palio dell’Assunta, insieme alla sua fidanzata Giulia.

A volersi congratulare con lui nei giorni scorsi, il Sindaco Alberto Scarfini che ha ricevuto una maglia dell’atleta e che ha messo in evidenza «l’orgoglio degli inizi di carriera di Riccardo con la Fermo Rugby, il fatto che impegno e tenacia siano stati caratterizzanti nella sua ascesa a questi livelli sportivi, sottolineando come Riccardo, che ha mantenuto il suo attaccamento alla città, sia ormai nel novero di atleti fermani che contribuiscono a promuovere l’immagine di Fermo».

I complimenti per Riccardo anche da parte Gianluca Trasatti, presidente del Fermo Rugby che ricorda «i suoi esordi nella squadra cittadina, un ragazzo straordinario, dal grande cuore, educato e sempre disponibile, un gran bella persona prima che talentuoso atleta che non dimentica le sue origini e che ci viene sempre a trovare, nonostante sia arrivato a livelli agonistici importanti».

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