Riceviamo da alcuni residenti in contrada Gabbiano di Fermo, e pubblichiamo:
«Strade colabrodo in contrada Gabbiano di Fermo: la breccia finisce nei campi coltivati. Non c’è pace per la contrada Gabbiano di Fermo. Dopo il grottesco caso della segnaletica stradale ripristinata in modo approssimativo e subito abbattuta di nuovo dai mezzi pesanti, i residenti si trovano a dover fronteggiare un’emergenza ancora più grave e strutturale: il dissesto totale delle vie di collegamento. Le strade comunali di Tarucchio, di Santa Croce e di Gabbiano sono state letteralmente devastate dagli ultimi violenti acquazzoni, trasformandosi in percorsi a ostacoli impraticabili e pericolosi.
Il problema affonda le radici nella natura stessa di queste arterie, ancora classificate come “strade bianche” e coperte esclusivamente da uno strato di breccia. Sotto la furia delle recenti precipitazioni estive, la mancanza di un manto asfaltato e di adeguate opere di canalizzazione ha mostrato il fianco al disastro: enormi e profondi solchi hanno spaccato a metà la carreggiata, mentre ai margini il terreno ha ceduto vistosamente, restringendo il passaggio utile per le automobili.
La situazione è insostenibile. La forza dell’acqua ha letteralmente trascinato via tonnellate di ghiaia dalla carreggiata, spingendola all’interno delle proprietà private e dei campi coltivati adiacenti, provocando danni collaterali all’agricoltura locale. Siamo stanchi di soluzioni provvisorie che spariscono alla prima pioggia.
A rendere lo scenario ancora più critico è la totale inefficienza o, in molti tratti, l’assoluta assenza, del sistema di ricezione delle acque meteoriche. I pochi tombini presenti risultano completamente attappati da detriti e fango accumulati nel tempo, incapaci di svolgere la loro funzione e trasformando le strade in veri e propri torrenti in piena durante i temporali».
I residenti sottolineano «la tempistica drammatica di questo dissesto. Ci troviamo in pieno periodo estivo, il momento dell’anno in cui queste strade, e in modo particolare la strada comunale Santa Croce, registrano il picco massimo di transito. La via conduce infatti alla storica Chiesa di Santa Croce e al Parco Fluviale, mete predilette per scampagnate, matrimoni, anniversari ed incontri dei gruppi scout. Portare avanti celebrazioni o eventi pubblici in queste condizioni di insicurezza stradale rappresenta un rischio che il territorio non può più permettersi».
Il Manifesto dei residenti: ecco cosa si chiede al Comune
«L’appello che si leva con forza da Gabbiano di Fermo è un sollecito perentorio indirizzato all’amministrazione comunale di Fermo. Vengono chieste tre azioni chiare e definitive:
- Asfaltatura immediata: Superare la logica obsoleta della strada bianca nei tratti ripidi e trafficati e procedere alla stesa del manto bituminoso.
- Allargamento e messa in sicurezza: Ripristinare gli argini franati, allargando la carreggiata laddove i solchi profondi l’hanno dimezzata.
- Opere idrauliche strutturali: Realizzare argini cementati stabili e installare una rete di tombini e caditoie che funzionino davvero, garantendo la manutenzione ordinaria per evitare che si ostruiscano.
Non si chiedono più le solite manciate di breccia gettate per coprire temporaneamente i danni, destinate a essere spazzate via dal prossimo temporale, ma un piano straordinario di investimenti infrastrutturali che restituisca dignità, accessibilità e sicurezza a una fetta importante della comunità fermana».

















