A Montegranaro è “guerra senza esclusione di…post”. Negli ultimi giorni, infatti, Riccardo Strappa e il Pd da una parte, il sindaco Endrio Ubaldi e Mauro Lucentini dall’altra, se le stanno “dicendo” di tutti i colori sui social. Pomo della discordia? La palazzina Erap inaugurata di recente proprio alla presenza del primo cittadino e dell’ex parlamentare montegranarese.
A dare fuoco alle polveri un post il consigliere comunale di Avanti Montegranaro, Riccardo Strappa (Pd) con un post su Facebook: «Non è colpa delle regole, è colpa di chi ha promesso di cambiarle – ha scritto Strappa lo scorso 29 luglio – Metto subito le cose in chiaro così non mi si fraintende: il metodo va benissimo. La graduatoria ha seguito la legge e premiato chi era in condizione di bisogno. Chi oggi paga 76 euro d’affitto invece di 400 è una famiglia a cui è stata data una risposta giusta a prescindere da tutto. Questa è l’edilizia popolare, punto. Il problema – per l’esponente di opposizione di Avanti Montegranaro – è la torre di controllo, non il regolamento. Sedici alloggi popolari consegnati a Villa Luciani. Bellissima cosa, ci mancherebbe; peccato per il dettaglio che nessuno vi racconterà. Al taglio del nastro c’erano il sindaco Ubaldi (senza tessera fisica ma con quella spirituale di Fratelli d’Italia), l’ex on. Lucentini (Lega), l’assessore Gismondi (Lega) e il consigliere regionale Putzu (Fratelli d’Italia).
Per anni questa destra ci ha spiegato che il regolamento Erap per le case popolari era da buttare, da riscrivere, da rivoluzionare e che con loro in Regione si poteva finalmente fare. Anzi sarebbe stato il loro primo atto. Poi è successa una cosa inaspettata: hanno vinto e le promesse andavano mantenute. Nulla di più difficile…
Oggi comandano a ogni livello: Comune, Provincia, Regione e Parlamento. Dal campanile a Palazzo Chigi, pieni poteri e il regolamento tanto contestato? Rimasto identico. Il risultato è che dei 16 alloggi, 14 vanno a nuclei di origine straniere e 2 a cittadini italiani. In perfetta applicazione di quelle regole che giuravano di voler rivoluzionare e che io, personalmente, non contesto perché le ritengo giuste. Allora vi chiedo: che fine hanno fatto i vostri slogan? “Prima gli italiani”, “L’Italia agli italiani”… che fine ha fatto tutta quella coerenza sbandierata in campagna elettorale appena un anno fa? Arrivano al governo e le promesse si sciolgono come ghiaccio al sole. La verità, cara destra montegranarese e non solo, è che non riuscite a mantenere le promesse fatte agli elettori nemmeno sulle vostre battaglie ideologiche. E allora delle due l’una: o eravate in malafede quando promettevate, o siete incapaci adesso che comandate ovunque. Scegliete voi quale suona meglio. Io, intanto, me lo ricordo».
Apriti cielo. In una città dove la politica si fa sempre più sui social, non si è fatta attendere la replica del primo cittadino Endrio Ubaldi che ha punzecchiato il giovane esponente della minoranza ipotizzando anche una sua volontà di correre per la fascia tricolore: «Il Partito Democratico e la sinistra, ormai a trazione Strappa, con le solite bugie e tanta demagogia continua a “ji a sbatte contro le cerque”. Cosa – le stoccate di Ubaldi – non si inventa il consigliere comunale e provinciale Riccardo Strappa, già in piena campagna elettorale da probabile candidato sindaco della sinistra, pur di gettare discredito sul sottoscritto e sull’Amministrazione comunale? Dopo la figuraccia sul caso delle quattro querce, quando, senza nemmeno chiedere alcuna informazione all’Ufficio Tecnico, ignorò la dettagliata relazione dell’agronomo incaricato, e dopo le continue polemiche sulla viabilità provinciale, nonostante Montegranaro non abbia mai visto tanti interventi come negli ultimi quattro anni, ecco l’ennesimo attacco».
Un sindaco Ubaldi che poi va al nocciolo della questione: «Questa volta il bersaglio è l’assegnazione degli alloggi popolari, con accuse demagogiche e fortemente populiste rivolte a chi, su questa materia, non ha alcuna responsabilità. Un atteggiamento che, peraltro, stride perfino con la tradizionale cultura internazionalista della sua stessa parte politica. Ancora più grave è un altro aspetto: come già avvenne quando gettò ombre sulla stima tecnica dell’ex Itc, anche stavolta sono stati diffusi dati inesatti, senza il minimo approfondimento, con l’unico obiettivo di alimentare il clamore».
E come è solito fare, il primo cittadino sfodera numeri, dati e cifre: «Domande presentate: 77. Nuclei familiari italiani richiedenti: 15. Domande ammesse: 65.
Domande escluse: 12, di cui 3 italiane, per mancanza di requisiti o documentazione…Per quanto riguarda la palazzina di Villa Luciani, sono stati assegnati 15 appartamenti. Di questi: 2 (e non 1, come sostenuto da Strappa) sono stati assegnati a nuclei italiani, altri 7 sono stati assegnati a famiglie composte da cittadini italiani, persone che vivono da decenni nel nostro Paese e che hanno regolarmente acquisito la cittadinanza italiana. In altre parole, 9 appartamenti su 15 sono oggi occupati da nuclei familiari con cittadinanza italiana. È bene ricordarlo con chiarezza: non è il sindaco, né l’amministrazione comunale, a decidere chi ottiene la cittadinanza italiana. Così come non è il Comune a stabilire i criteri di assegnazione degli alloggi popolari. Da uomo di legge conosco perfettamente i limiti imposti dalle norme: non si possono ignorare le leggi dello Stato, né tantomeno agire in contrasto con la Costituzione. Il consigliere Strappa lo sa benissimo. Ma preferisce cavalcare – la stoccata finale del sindaco – la rabbia sociale, attribuendo al sottoscritto dichiarazioni mai pronunciate. Lo invito pubblicamente a produrre anche una sola mia dichiarazione in cui avrei sostenuto ciò che oggi mi attribuisce. Una sola. Non ricordo nemmeno delle crociate da parte dei colleghi di giunta e di autorevoli esponenti cittadini di destra, su una materia tanto complessa, quanto di impossibile variazione, viste le normative sulla cittadinanza ed i principi costituzionali. Ringrazio l’Ufficio Tecnico comunale per il lavoro svolto con professionalità e precisione. Nelle prossime settimane saranno assegnati ulteriori appartamenti anche ad altri nuclei familiari italiani in altri appartamenti di proprietà del Comune e dell’Erap. Alimentare la contrapposizione tra italiani ed extracomunitari non porta alcun beneficio alla nostra comunità. Montegranaro è stato il secondo comune della provincia a destinare uno spazio del cimitero alle sepolture dei concittadini di fede islamica. Le nostre imprese impiegano lavoratori provenienti da ogni parte del mondo e le nostre scuole rappresentano ogni giorno un esempio concreto di integrazione. Se soltanto il 19% delle domande per gli alloggi popolari (15 su 77, di cui 3 peraltro escluse) proviene da cittadini italiani di nascita, la responsabilità non può certo essere attribuita al Sindaco o all’Amministrazione comunale. Noi continueremo a lavorare con serenità, trasparenza e senso delle istituzioni, nel pieno rispetto delle leggi e nell’interesse esclusivo della comunità di Montegranaro. Perché la propaganda può durare una stagione. I fatti, invece, restano! E sono sotto gli occhi di tutti».
E quando, dopo il botta e risposta al vetriolo, tutto sembrava essere tornato “alla normalità” con uno scambio di opinioni seppur velenoso, ma con i tempi “mordi e fuggi” tipici del social, ecco intervenire anche il Pd con il suo circolo di Montegranaro. Ci sta, d’altronde Strappa è uno dei suoi esponenti più attivi in città e non solo. Anche i dem, ovviamente, sulla strada dei social: «Il sindaco Ubaldi risponde al consigliere Strappa, ma parte dagli attacchi personali. Di solito è il segnale che sulla sostanza si è a corto di argomenti. Sulla presunta “candidatura a sindaco”: il consigliere Strappa per ora non ha alcun interesse per quella poltrona. Ha un lavoro che lo appassiona e non ambisce a fare politica di professione — cosa che, dall’altra parte, non tutti possono dire. Nel merito, ci sfida a produrre “anche una sola dichiarazione” in cui la destra avrebbe promesso di cambiare il regolamento sulle case popolari. Accontentiamolo. Ottobre 2020, appena vinte le regionali: “Case popolari, la Lega: la legge regionale va cambiata, priorità agli italiani”. A firmare quella richiesta c’è Mauro Lucentini — sì, proprio il coordinatore della sua lista nonché sindaco ombra, pensiamo ci sia poco da aggiungere. Ecco la domanda vera: che fine ha fatto quella promessa? Dopo quasi sei anni di pieni poteri — Comune, Provincia, Regione, Parlamento — il regolamento è rimasto identico. Se il sindaco non lo ricorda, si rinfreschi la memoria. Sul resto siamo stati chiari dalla prima riga: il metodo va benissimo, la graduatoria ha seguito la legge, chi ha avuto un alloggio ne aveva pieno diritto e noi siamo d’accordo con questo metodo. Non contestiamo le assegnazioni. Contestiamo l’incoerenza di chi ha promesso una cosa e, potendola fare, non l’ha fatta. La propaganda dura una stagione, ha ragione il sindaco. I fatti restano e il fatto è questo: avevate promesso di cambiare tutto, non avete cambiato niente. P.S. Abbiamo provato a scriverlo sotto il suo post, ma i commenti risultano chiusi. Sarà di nuovo un caso. Noi, intanto, la nostra pagina la teniamo aperta a tutti».
Dichiarazioni a cui fanno seguito, legittimamente, in una controreplica al sindaco, proprio quelle del consigliere Strappa: «Il sindaco apre il suo post attaccandomi sul personale: già così dimostra la mancanza di argomenti. Sulla mia presunta candidatura a sindaco chiarisco subito: non è nei miei piani. Ho già un lavoro che mi soddisfa e per ora mi basta e avanza — non ho alcuna necessità di una poltrona ben pagata. In merito al mio post il fatto è uno solo: una promessa del 2020, fatta da Lucentini pochi mesi dopo l’elezione in Regione e mai mantenuta. Resta l’incoerenza di politici di vecchia data, pronti a rinnegare le loro posizioni storiche pur di avere ragione. Mantenere la parola data, per me, è un valore imprescindibile: lo dovrebbe essere per tutti, ma così, ahimè non è».
Ma al lettore attento non sarà sfuggito quel passaggio del Pd in cui si chiama in causa l’ex parlamentare montegranarese Mauro Lucentini. Poche righe che bastano per allargare lo spettro dello scontro. E infatti l’ex deputato questa mattina pubblica un lungo post in cui dice la sua. E anche in questo caso non mancano bordate e critiche al centrosinistra di Montegranaro.
«Il sindaco Ubaldi ancora per un altro anno? Io – scrive Lucentini – credo francamente che, se queste sono le competenze, la preparazione e lo spessore politico del Pd e del suo pupillo Strappa, il sindaco rimarrà al suo posto per altri 11 anni (lo sanno, sì, che la legge è cambiata???).
Andiamo per ordine. Ho deciso di intervenire perché il rampollo Pd di Montegranaro, Riccardo Strappa, ha perso l’ennesima occasione per tacere mostrando ancora una volta che gli mancano i fondamentali.
Partiamo subito col chiarire che l’Erap compra sia da privati che da enti pubblici, acquistando immobili già ultimati perché così ottiene costi certi e ben definiti. L’Erap non fa l’imprenditore edile o immobiliare. Comprendo la giovane età e la scarsa memoria di Strappa ma se decide di esprimersi, almeno si documenti prima: il privato in questione la domanda l’ha fatta quando a Montegranaro ancora non c’era l’amministrazione di centrodestra. In Regione governava Ceriscioli e l’assessore al Bilancio era Fabrizio Cesetti che conosceva già quell’investimento su Montegranaro. Ma poi la cosa non andò avanti e non fu finanziata.
Con l’Erap a guida Di Ruscio la situazione, grazie anche alla competenza del direttore Sauro Vitaletti, si è sbloccata. E oggi dobbiamo dire grazie proprio a loro se l’Erap investe 2 milioni nella nostra città. Strappa, forse mosso dall’impeto giovanile, va a ritirare fuori delle mie dichiarazioni del 2020. Anche qui – le bordate di Lucentini – gli rinfresco la memoria: quelle sono mie dichiarazioni subito dopo l’elezione a Consigliere Regionale. Ma dovrebbe ricordare che in Consiglio ci sono stato un mese (prima di andare alla Camera dei Deputati). Se poi il Gruppo consiliare che avevo avuto l’onore, seppur per poco, di guidare non ha più portato avanti la proposta, beh non è ascrivibile al sottoscritto. Certo che la Legge va cambiata, ma bisogna partire dalla normativa europea. Questo bisogna fare. Ma scusate se mi soffermo su un aspetto: questi soggetti si rallegrano del fatto che gli italiani non hanno preso le case popolari? E’ accettabile tutto questo??? La verità è che su 76 domande, quelle provenienti da famiglie italiane sono state poco più di una decina (alcuni hanno anche sbagliato a compilare la domanda mentre per gli stranieri c’è sempre pronto ad intervenire un sindacato). E non dimentichiamoci che all’interno di quelle case ci sono, ad esempio, 9 cittadini di origine straniera che hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Sia chiaro, la Lega non fa la guerra agli stranieri, agli immigrati. Sì invece che la fa ai clandestini, a chi viene in Italia e delinque, insomma a quelli che la sinistra difende allegramente. Che tristezza dover prendere atto che sono belli e tramontati i tempi in cui tutti, a prescindere dal credo politico, si lavorava per il bene di Montegranaro. Ricordo, ad esempio, quando nel 2000 ero consigliere comunale delegato per il Centro Storico e insieme al presidente Erap Fausto Franceschetti (direttore Erap era sempre Sauro Vitaletti) portammo a casa, con una sola riunione, l’operazione dei contratti di quartiere. E fui io in sieme al progettista Adolfo Marinangeli a chiedere di far intervenire proprio l’Erap. Centrodestra in città, centrosinistra in Regione. Ma tutti insieme a lavorare e a ottenere risultati per Montegranaro. Ora Strappa tira in ballo me, che sono un consulente gratuito dell’amministrazione e mi impegno per, ripeto gratuitamente, portare fondi per la città??? Mala Tempora Currunt per il PD ma almeno inizino a lavorare per formare una classe dirigente decorosa. E Strappa prima di parlare e di tirarmi in ballo, si informi. Che gli costa? Che Ubaldi si farà altre due legislature, è certo ed ormai evidente. Ma almeno loro potranno salvare il decoro politico, se ancora ce l’hanno.
E del Pd che dire? Per loro fare il sindaco equivale a dire fare politica di professione. E tanto basterebbe per definire chi miseramente è stato spedito all’opposizione dai Montegranaresi. Cercano goffamente di farmi passare come sindaco ombra per delegittimare un Sindaco che cresce negli apprezzamenti e nei consensi perché porta risultati ed è riuscito ad aggregare attorno a sé una squadra che lavora quotidianamente per il bene della città (concetto al Pd chiaramente incomprensibile. Basta guardare, senza nemmeno andare troppo indietro negli anni, la sua storia recente in città). Dulcis in fundo? “I fatti restano” hanno a proclamare. E qui ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate se non fosse per la tenerezza che provocano quando si affossano con le loro mani. Sì, è vero, “i fatti restano”. E l’operato dell’amministrazione Ubaldi è sotto gli occhi di tutti. Di loro per fortuna nessuna traccia. Anzi si, quelle a cui l’amministrazione ha dovuto mettere una pezza. Ma stiano tranquilli, per molti altri anni non si dovranno occupare dell’amministrazione della città, potranno continuare a fare figuracce social e a prendere cantonate. Contenti loro».
In attesa della prossima puntata…to be continued.



















