Il segretario Pd Porto Sant’Elpidio, Carlo Cognigni

«Mentre le famiglie continuano a subire rincari sempre più pesanti sulla bolletta dell’acqua, il presidente di  Tennacola S.p.A. sceglie di aumentare i costi interni invece di destinare ogni risorsa disponibile al  miglioramento del servizio e all’alleggerimento del peso economico sulle utenze. A questa decisione si affianca il progetto di realizzare una nuova sede distaccata a Loro Piceno, destinata  a comportare ulteriori costi per immobili, personale e gestione. È legittimo domandarsi se, in una fase in cui  si chiedono continui sacrifici alle famiglie, tali risorse non dovrebbero essere indirizzate verso obiettivi ben  più urgenti». E’ l’attacco del circolo Pd di Porto Sant’Elpidio al Tennacola.

Per il Pd tema è prima di tutto politico. «Se Tennacola registra utili, questi dovrebbero essere reinvestiti  nell’interesse degli utenti. Ogni euro destinato ad aprire nuove sedi – mentre quella di Sant’Elpidio è  ancora da realizzare – o ad aumentare i costi organizzativi è un euro sottratto agli investimenti che i  cittadini si aspettano da una società che gestisce un bene essenziale. In questo contesto suscita perplessità anche il cambio di impostazione nella gestione delle risorse  destinate alla comunicazione. Da un modello improntato alla sobrietà si è passati a sponsorizzazioni di  sagre e manifestazioni, alla realizzazione di gadget e ad altre iniziative promozionali. Si tratta certamente di  scelte che rientrano nelle prerogative della società, ma è lecito interrogarsi sulla loro opportunità.  Tennacola non è un’azienda chiamata a conquistare nuovi clienti o a promuovere il proprio marchio: è una  realtà storica profondamente radicata nel territorio». 

«Le criticità più gravi, però, raccontano una gestione sempre più distante dall’interesse pubblico: una nuova  sede a Loro Piceno, mentre quella di Sant’Elpidio deve essere realizzata e costerà 3 milioni di euro in più  per avere un edificio che molti definiscono una “copia brutta” di quello originariamente progettato. A questo  si aggiungono – rincarano la dose i dem – affidamenti professionali per oltre 2 milioni di euro, assegnati, sembra, senza procedura  competitiva, e assunzioni di personale a tempo determinato avvenute anch’esse, sembra, senza gara. Non mancano poi scelte che lasciano interdetti, come l’acquisto di automezzi di seconda mano senza gara  per oltre 600.000 euro, o la spesa fuori controllo per il sistema fognario depurativo di Montappone,  necessario, finalmente posto in essere, ma che registra uno sbilancio di 5 milioni di euro per servire meno  di 1.000 abitanti. A completare il quadro, l’assenza totale di una strategia aziendale per il futuro, ormai  schiacciata sulla promozione personale del Presidente. La proposta di ampliamento del Consiglio di Amministrazione, da tre a cinque componenti, avanzata dal  presidente Albunia, pur se prevista dallo statuto, prevede compensi aggiuntivi con un aumento di circa  20.000 euro annui; anche questa è una scelta che appare difficilmente conciliabile con le esigenze dei  cittadini, chiamati a sostenere tariffe sempre più elevate. E ci chiediamo con quali criteri e con quali meriti  saranno scelti i due nuovi componenti del CdA. Proprio in questa prospettiva si inserisce la richiesta di accesso agli atti presentata dal Partito Democratico  alla società Tennacola, finalizzata a conoscere nel dettaglio le spese sostenute dal Consiglio di  Amministrazione e dal presidente. La richiesta riguarda tutta la documentazione relativa a spese, rimborsi  e benefici economici comunque denominati, comprese le spese di rappresentanza, gli incontri istituzionali,  le trasferte, le missioni, le spese di ospitalità, l’acquisto di omaggi e gadget, nonché l’utilizzo di carte  aziendali e ogni altro documento giustificativo, dalle note spese ai mandati di pagamento, fino a fatture,  ricevute e quietanze. Si tratta di un’iniziativa doverosa, perché i cittadini hanno il diritto di conoscere come vengono impiegate le  risorse di una società che gestisce un bene primario come l’acqua». 

«Infine, una domanda ai sindaci della filiera politica che, fino a oggi, hanno scelto di non intervenire  pubblicamente: fino a quando continuerete a sostenere una gestione che, a nostro avviso, ha sollevato forti  perplessità sotto il profilo dell’utilizzo delle risorse pubbliche e delle modalità di conferimento di incarichi? Le famiglie non possono continuare a pagare il prezzo di scelte che – concludono i dem – sembrano allontanarsi dalla missione  principale di un gestore pubblico. Se ci sono risorse disponibili, la priorità dovrebbe essere una sola:  migliorare il servizio e contenere le tariffe. Tutto il resto – dalle nuove poltrone alle iniziative promozionali – rischia di apparire ai cittadini come un lusso che oggi Tennacola non può permettersi». 

 

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