Riceviamo dal Comitato Arretramento FS e A14 Marche sud e pubblichiamo:
«La grave crisi della mobilità sulla costa di questi giorni, causata da manutenzioni di emergenza e da incidenti vari sull’A14 nel tratto Marche sud, non fa che confermare quello che da anni è a tutti noto, in primis ad Aspi e Governo, ovvero che questo tratto autostradale è molto critico, è una emergenza nazionale in quanto spacca in due la dorsale adriatica senza avere alternative, creando gravi conseguenze anche sul traffico locale. Un tratto autostradale strutturalmente pericoloso per i volumi di traffico che deve assorbire e per la necessità di ricorrenti manutenzioni che la conformazione idro geologica dell’area e le caratteristiche tecniche dell’opera rendono necessarie. La mancanza di una visione di sviluppo sostenibile da parte della Politica alla fine degli anni ’60 fece prevalere interessi parziali costringendo ad un passaggio sulla costa di un tracciato che giustamente era stato progettato arretrato, producendo negli anni una serie di gravi conseguenze negative che ha segnato la comunità delle Marche sud.
Questa situazione era nota sin da allora tanto che negli anni ’70 e ’80, la nuova classe politica regionale ne aveva una chiara consapevolezza: aver forzato il passaggio dell’autostrada A14 schiacciata sulla costa nel sud delle Marche avrebbe inevitabilmente squilibrato il territorio ambientalmente e socialmente.
Da un lato, una costa iper-popolata e congestionata; dall’altro, un entroterra privato di servizi e collegamenti progressivamente in abbandono.
Per frenare questa deriva nacque l’idea della Strada Mezzina o Transcollinare ascolano-fermana, una dorsale medio-collinare progettata per tagliare trasversalmente le province di Fermo e Ascoli Piceno. Un’idea che fu recepita nel 1974 nello Schema di Sviluppo Regionale e negli anni ’80 nel Piano dei Traporti Regionali.
Sia il Governo che Aspi sono ben consapevoli della criticità del tratto autostradale e della necessità di un intervento; il progetto originario di Aspi, che prevede la realizzazione di una terza corsia da Porto Sant’Elpidio a Pedaso e da Pedaso a SBT il mini arretramento di un senso di marcia a 3 corsie, presenta gravi complessità in ordine a costi e durata dei lavori, attraversamento di aree certificate a grave rischio frane, impossibilità di andare a bloccare ancora questo tratto almeno per altri 10 anni dopo averlo coinvolto con lavori di manutenzione ancora in corso già da 9 anni. Riprende pertanto grande forza in questo contesto storico l’idea di andare a valutare, in aggiunta all’attuale tratto dell’A14, la realizzazione di una bretella autostradale arretrata a 4 corsie da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo che si ricollega all’A24 e all’A14.
È evidente che Aspi non ha un interesse economico a questo tipo di intervento in quanto già dispone di una concessione e percepisce un pedaggio, ma è altrettanto vero che non è più tollerabile che si continui a pagare un pedaggio per un servizio autostradale che non garantisce sicurezza e qualità. Un disservizio che in questi lunghi anni stanno pagando con lacrime e sangue i cittadini che utilizzano questa infrastruttura.
Facciamo altresì presente che la maggioranza di ASPI è controllata dallo Stato attraverso CDP e pertanto il problema diventa la volontà politica del Governo.
Facciamo anche presente che si potrebbe coinvolgere nell’opera non solo ASPI, ma anche il concessionario dell’A24 che andrebbe a ricollegarsi con questo nuovo tratto e che comunque sul mercato ci potrebbero essere altri operatori interessati a partecipare alla gara.
Il tema pregiudiziale della mancanza di fondi non può essere una scusa per non affrontare il problema e lasciare la patata bollente a chi governerà in futuro e soprattutto agli innocenti cittadini che sono disperati.
Sappiamo tutti che questi tipi di opere richiedono una lunga procedura ed occorre in primo luogo attivare la studio delle progettazioni per poi avviare in futuro il procedimento previsto dalla legge con la valutazione delle alternative progettuali e il Dibattito Pubblico.
Allo scopo è uscito proprio in questi giorni il bando europeo CEF Trasporti 2026 che mette a disposizione contributi a fondo perduto per la progettazione di interventi infrastrutturali per lo sviluppo della rete Transeuropea dei Trasporto (TEN-T) e la progettazione della bretella autostradale arretrata da PSE a Mosciano/Teramo ha tutte le caratteristiche per essere considerata strategica dall’Europa.
Il Ministero per le Infrastrutture svolgerà un ruolo determinante nella definizione entro metà settembre delle proposte italiane che parteciperanno al bando previsto per metà ottobre e ci attendiamo pertanto una responsabilità da parte del Ministero ed una partecipazione attiva di Regione, Province di Ascoli e Fermo, Comuni della costa Marche sud, ma anche dei Comuni delle aree interne. La politica non si giudica dalle narrazioni di breve respiro, ma dai fatti».















