Ti fermi e il dolore diminuisce.
La conclusione sembra evidente: il riposo mi sta facendo bene.
Ed è comprensibile pensarlo: se smetti di fare ciò che provoca o aumenta il dolore, nell’immediato puoi effettivamente sentirne meno.
Ma quando il dolore non dura qualche giorno e continua per mesi, c’è una domanda che spesso in certe circostanze nessuno si fa mai:
cosa succede al tuo fisico mentre aspetti che il dolore passi?
Perché è facile pensare: “Quando starò meglio, ricomincerò”.
Passano le settimane. Continui a ridurre gli sforzi, a muoverti meno, ad aspettare il momento giusto.
Ma nel frattempo il fisico non rimane esattamente nelle condizioni in cui lo avevi lasciato.
MESI DI ATTIVITÀ RIDOTTA POSSONO LASCIARE IL SEGNO
Anche la libertà nei movimenti ha bisogno di essere allenata per poter essere mantenuta nel tempo.
Quando l’attività si riduce molto per un periodo prolungato, questa libertà può diminuire sempre di più.
E spesso non te ne accorgi mentre stai riposando.
Te ne accorgi quando provi a ricominciare.
Uno sforzo che ricordavi come normale ti affatica prima e alcuni movimenti possono risultare più difficili o tornare a provocarti dolore.
A quel punto è facile attribuire tutto al problema che avevi all’inizio:
“Se faccio ancora così tanta fatica e sento ancora dolore, evidentemente devo continuare a riposare.”
Ma non è necessariamente l’unica spiegazione.
Una parte di quella difficoltà può dipendere anche dai mesi trascorsi facendo meno.
Ed è una distinzione importante, perché altro riposo non può migliorare una capacità fisica che si è ridotta per inattività.
IL RIPOSO PUÒ DARTI TEMPORANEAMENTE SOLLIEVO DAL DOLORE. NON PUÒ ALLENARTI.
Se oggi sei affaticato o dolorante dopo uno sforzo, riposare può essere utile.
Ma se dopo mesi di attività ridotta hai perso libertà di movimento, per recuperarla serve nuovamente uno stimolo fisico.
Su questo abbiamo dati interessanti.
Una revisione Cochrane sull’attività fisica e l’esercizio negli adulti con dolore cronico ha raccolto 21 revisioni, 381 studi e oltre 37.000 partecipanti con diverse condizioni dolorose.
Nel complesso, attività fisica ed esercizio hanno mostrato benefici sulla funzione fisica e, in diversi studi, anche sul dolore.
Ciò significa che l’attività fisica può avere un ruolo anche quando il dolore è presente.
“MA SE HO DOLORE, NON RISCHIO DI PEGGIORARE?”
È una domanda comprensibile.
E la risposta non può essere semplicemente “muoviti di più”.
Un’attività troppo impegnativa può non essere appropriata esattamente come può non esserlo un lungo periodo di inattività.
Per questo l’esercizio, il carico e la quantità di lavoro devono essere scelti tenendo conto della situazione della persona.
L’obiettivo non è allenarsi nonostante tutto.
È evitare che al problema per cui avevi iniziato a fermarti si aggiungano anche gli effetti di essere rimasto poco attivo per molto tempo.
IL PROBLEMA SI VEDE QUANDO PROVI A RIPARTIRE
Il sollievo del riposo lo senti subito, ma quello che hai perso durante mesi di inattività potresti scoprirlo soltanto quando provi nuovamente a fare qualcosa in più.
Ed è questo il punto centrale: avere meno dolore mentre riposi è sollievo. Essere nuovamente in grado di sostenere uno sforzo è miglioramento.
Sono entrambe cose importanti.
Ma non sono la stessa cosa.
Da Atraining, prima di proporre qualsiasi esercizio, effettuiamo una valutazione del movimento.
Osserviamo come ti muovi, quali gesti risultano più difficili e quali fattori potrebbero contribuire al ripresentarsi del dolore.
Per questo motivo diamo la possibilità di avere una valutazione omaggio (valore 99€), in modo da avere una visione completa della tua situazione. Per ottenerla ti basta cliccare sul pulsante qui e compilare il form.
Palestra Atraining
(spazio promo-redazionale)















