Continua la piaga delle truffe on.line e allo stesso tempo i controlli da parte delle forze dell’ordine, sempre attente a smascherare i tanti tentativi di raggiri che oramai quotidianamente vengono messi in atto.
A Montegranaro sofisticata truffa dello “spoofing”; telefonico: finto Carabiniere si fa bonificare 5.800 euro, denunciato un ventenne. Nel quadro delle costanti attività investigative mirate al contrasto delle sempre più insidiose frodi informatiche e telefoniche, i Carabinieri del Comando Stazione di Montegranaro hanno smascherato una complessa truffa, denunciando in stato di libertà un 20enne.
L’indagine è scaturita dalla querela presentata da una cittadina, rimasta vittima di un raggiro particolarmente articolato. Tutto ha avuto inizio quando la vittima, ha ricevuto un Sms apparentemente proveniente dalla piattaforma “Nexi”. Il messaggio la invitava a contattare urgentemente un numero telefonico per ricevere informazioni su un presunto bonifico sospetto di 1.550 euro. Allarmata, la donna ha composto il numero indicato. Dopo aver risposto, il finto operatore le ha comunicato di dover trasferire la chiamata a un sedicente Maresciallo dei Carabinieri di Fermo per approfondimenti. Per rendere la messa in scena inattaccabile, i criminali hanno utilizzato la tecnica del cosiddetto spoofing telefonico: hanno manipolato il proprio identificativo chiamante, facendo apparire sul display del cellulare della vittima il reale numero di telefono riconducibile al centralino del Comando Provinciale dei Carabinieri. Il finto militare, utilizzando abili artifizi e raggiri, ha fatto credere alla donna di essere coinvolta, a sua insaputa, in una delicatissima indagine delegata dalla Procura per una serie di reati ai danni di un istituto di credito. Confidando di parlare con un vero tutore dell’ordine e temendo per i propri risparmi, la cittadina è stata indotta a eseguire un bonifico istantaneo di 5.800 euro verso un conto corrente indicato dal truffatore come “sicuro”. Non appena ricevuto il denaro, i finti interlocutori si sono resi irreperibili. La vittima ha compreso di essere caduta in trappola solo successivamente, quando ha ricontattato in autonomia la vera Centrale Operativa dell’Arma, scoprendo l’inesistenza dell’indagine a suo carico.
Grazie alla tempestiva denuncia, le indagini dei veri Carabinieri di Montegranaro, supportate da un’attenta analisi della documentazione bancaria, hanno permesso di tracciare il flusso del denaro. I militari hanno così identificato l’effettivo titolare del conto corrente su cui era illecitamente transitato il bonifico: un giovane di 20 anni, immediatamente denunciato all’Autorità Giudiziaria per il concorso nella truffa.
A Servigliano un subdolo raggiro telefonico è stato scoperto dai Carabinieri della locale Stazione , che hanno denunciato a piede libero una donna di 31 anni. La truffatrice, con il pretesto di dover effettuare un aggiornamento o manutenzione sul Pos, ha contattato telefonicamente il titolare di un supermercato del posto.
Inducendolo abilmente in errore e guidandolo nelle operazioni, la donna è riuscita a fargli eseguire otto distinte ricariche da 50 euro verso un conto a lei riconducibile, sottraendo così all’esercente la somma complessiva di 400 euro.
Ad Amandola infine, i militari della Stazione di Amandola hanno deferito all’Autorità Giudiziaria una donna di 32 anni per una classica truffa legata alle compravendite online. La donna aveva pubblicato l’inserzione per la vendita di un elettrodomestico da cucina su una nota piattaforma social. Una volta trovato l’acquirente, si era fatta accreditare sul proprio conto corrente la somma pattuita, pari a circa 1.400 euro. Ricevuto il bonifico, la finta venditrice non ha mai spedito la merce, rendendosi immediatamente irreperibile.
L’Arma dei Carabinieri rinnova un pressante appello alla cittadinanza: nessun operatore bancario, né alcun esponente delle Forze dell’Ordine, vi chiederà mai telefonicamente di effettuare bonifici, spostare denaro su “conti sicuri” o fornire credenziali di accesso bancario. Qualora si ricevano Sms o chiamate allarmanti di questo tipo, anche se il numero sul display appare riconducibile a Istituzioni note, è fondamentale riagganciare immediatamente e contattare il Numero Unico di Emergenza 112 per le necessarie verifiche. Si rinnova l’invito alla massima prudenza, ricordando anche che le società fornitrici di servizi Pos non richiedono mai di effettuare ricariche di prova o transazioni telefoniche per presunti aggiornamenti.














