Riceviamo dall’avvocato Matteo Restuccia, anche a nome dei colleghi che hanno assistito le altre parti civili, e pubblichiamo:
È definitiva la condanna a otto anni di reclusione nei confronti di un ex insegnante e, all’epoca dei fatti, docente di sostegno in una scuola secondaria di primo grado di Fermo, riconosciuto responsabile di violenza sessuale aggravata ai danni di tre alunni minorenni per fatti commessi tra il 2016 e il 2017.
La Terza Sezione penale della Corte di Cassazione, all’esito dell’udienza celebrata ieri, 22 settembre, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato nell’interesse dell’imputato, assistito dall’avvocato Alessandro Angelozzi. La sentenza diventa così irrevocabile e si apre ora la fase dell’esecuzione della pena in carcere.
Confermata anche la condanna risarcitoria a carico del responsabile civile Ministero dell’Istruzione e del Merito per le violenze sessuali commesse a scuola.
Restano ferme anche le ulteriori conseguenze della condanna, tra cui l’interdizione perpetua dalle attività di insegnamento e dagli incarichi che comportino contatti abituali con minori. Le tre vittime e le loro famiglie si erano costituite parti civili, assistite dagli avvocati Alessandra Iacopini, Filippo Polisena, Matteo Restuccia e Marco Tomassini, che già nel 2019 avevano chiesto e ottenuto la citazione del Ministero quale responsabile civile.
Il procedimento aveva preso avvio dalla segnalazione della dirigente scolastica alla Procura della Repubblica di Fermo, dopo che uno dei ragazzi aveva raccontato ai propri genitori quanto accaduto. Le successive indagini della polizia giudiziaria avevano fatto emergere altre due vittime. I tre minori erano stati ascoltati in incidente probatorio, in ambiente protetto e con l’assistenza di una psicoterapeuta.
In primo grado il Tribunale di Fermo aveva condannato il docente a otto anni di reclusione, accogliendo la richiesta della Procura. La sentenza era stata poi confermata dalla Corte d’Appello di Ancona nel dicembre 2025. Con la pronuncia della Cassazione si chiude ora definitivamente il procedimento sul piano della responsabilità penale.
«Dopo quasi dieci anni si conclude una vicenda dolorosa e lunga – dichiarano gli avvocati Iacopini, Polisena, Restuccia e Tomassini –. Questi ragazzi hanno avuto il coraggio di raccontare quanto accaduto e le loro famiglie li hanno accompagnati lungo un percorso giudiziario delicato e impegnativo. Alla loro segnalazione è seguita la pronta attivazione delle autorità scolastiche e della Procura. La decisione della Cassazione rende definitivo l’accertamento della responsabilità dell’imputato e dà una risposta chiara alla gravità dei fatti, nella consapevolezza che, in vicende come questa, riconoscere e ascoltare tempestivamente la voce dei minori può fare la differenza».














