Fermo Città Comune

Il voto sulla fusione per incorporazione di Solgas in Astea e l’uscita dall’aula della minoranza segnano il resoconto del Consiglio comunale del 24 settembre diffuso da Fermo Città Comune, a nome dell’intera coalizione di centrosinistra. Una seduta conclusa alle tre del mattino, al termine della quale l’opposizione attacca l’amministrazione Scarfini sul metodo e sugli spazi di confronto concessi. «Abbiamo contestato con forza il metodo portato avanti nel prendere una decisione particolarmente significativa per la città – spiegano i consiglieri nel comunicato –. Come al solito si arriva in consiglio comunale con i tempi strettissimi, con una sola commissione consiliare, con un volume di documenti tecnici da studiare e nessuna possibilità di dare contributi o suggerimenti».

 

Il nodo principale riguarda l’operazione Solgas-Astea. La minoranza riferisce di aver chiesto il ritiro del punto e un rinvio di qualche giorno, per approfondire il progetto e valutare se fosse stato perseguito il più ampio interesse pubblico. Cinque giorni per esaminare la documentazione, secondo il centrosinistra, non avrebbero consentito un confronto adeguato su una scelta rilevante per la città. «Alla Giunta e al sindaco Scarfini ricordiamo che governano per chi li ha votati ma anche per chi non li ha scelti – prosegue la nota –. La democrazia è fatta di confronto e di partecipazione, certe scelte che incidono nella vita dei fermani vanno spiegate e aperte alla discussione, ma soprattutto amministrare non è comandare».

Nella ricostruzione della coalizione, l’assetto dell’operazione prevede una partecipazione del 5 per cento e un meccanismo di tutela per l’eventuale uscita dalla società, descritto come un periodo di cinque anni più altri cinque rinnovabili. Fermo, sottolineano i consiglieri, non avrebbe però un proprio componente nel consiglio di amministrazione. L’opposizione lamenta inoltre una mancata condivisione con le organizzazioni sindacali e chiede chiarezza per lavoratori e utenti delle forniture di luce e gas. Da qui la decisione di lasciare l’aula al momento del voto. «Per questo abbiamo scelto di uscire dall’aula – spiegano i consiglieri di centrosinistra – per sottolineare un metodo di lavoro che non porta da nessuna parte, per far capire che non si possono fare maratone in consiglio comunale per 8 ore, senza che si preveda davvero un confronto costruttivo».

Nel resoconto trova spazio anche l’interrogazione del consigliere Avs Federico Spagnoli sulla possibile presenza di soldati israeliani in vacanza nel Fermano. Secondo quanto riportato nella nota, il vicesindaco Mauro Torresi ha dichiarato di non avere notizie della circostanza. Il confronto si è svolto alla presenza di un pubblico numeroso e di una rappresentanza del coordinamento Marche Pro Palestina. Il centrosinistra ribadisce la volontà di mantenere alta l’attenzione su Gaza e di riaffermare la vocazione pacifista della città. Critiche anche sulla sesta variazione al bilancio di previsione. Si segnalano circa 22mila euro destinati alle manifestazioni autunnali e una riduzione di circa 50mila euro delle spese per il personale, settore che definisce già in sofferenza. Sul fronte delle società partecipate, viene lamentata invece la mancanza di informazioni chiare sull’investimento del biodigestore e sulle possibili ricadute per Asite e per il bilancio comunale.

 

La minoranza riferisce infine di aver chiesto il rinvio delle mozioni ancora da discutere. Tra i temi elencati, le spese per l’indennità del nono assessore nominato dal sindaco Scarfini, sollevate dal Pd, l’istituzione dell’Informagiovani e la proposta della lista La città che vogliamo di introdurre criteri di sostenibilità nella concessione dei patrocini. A questi si aggiungono la trasparenza di atti e progetti sul sito comunale e la richiesta di convocare l’assemblea dei sindaci sui temi della sanità.

 

Fermo Città Comune annuncia quindi la richiesta urgente di un nuovo Consiglio per affrontare i punti rimasti in sospeso. «Non è con l’arroganza e con le barricate che si amministra una città – conclude la coalizione –. I contributi della minoranza sono l’impegno per il bene della città che si vuole condividere, nel significato reale della parola democrazia».

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