Saturnino Di Ruscio

Il consigliere comunale di opposizione Saturnino Di Ruscio (Servire Fermo) ha presentato una mozione consiliare con cui si chiede la modifica del regolamento del Consiglio Comunale «per garantire effettività del diritto di informazione e tempi adeguati di discussione di mozioni, interrogazioni, ordini del giorno e operazioni straordinarie sulle società partecipate».

«La mozione si è resa necessaria per poter modificare i tempi di deposito della documentazione necessaria per l’esame, discussione e votazione dei punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale di particolare complessità, unitamente ai tempi di illustrazione, discussione e replica. Il Regolamento vigente disciplina tempi di intervento assolutamente insufficienti rispetto alla complessità delle materie oggi residue in capo al Consiglio, a seguito dello svuotamento di competenze operato dal Tuel e dal Tusp. Nel Consiglio del 24 settembre scorso è stato portato al voto il punto su fusione per incorporazione di Solgas S.p.A. in Astea Energia S.p.A, operazione che comporta perdita del controllo pubblico dal 51% al 5%, dismissione di patrimonio pubblico strategico del territorio, potenziali ricadute occupazionali e tariffarie»

«Nonostante le richieste formali di rinvio congruo presentata dai gruppi di minoranza ai sensi degli articoli 57 e 58 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale per esaminare perizia di stima asseverata, piano industriale Astea, bilancio e contratti infragruppo, la maggioranza ha negato il rinvio, imponendo il voto. Il Consiglio di Stato ha più volte ribadito che i termini regolamentari sono pensati per l’ordinaria amministrazione. Davanti ad atti di straordinaria complessità come nel caso di una fusione societaria con un migliaio di pagine da studiare contenenti perizie, bilanci, piani industriali, relazioni tecniche consulenti, amministratore unico, revisori, patti sociali precedenti e nuovi, ecc,, la consegna degli atti a ridosso della seduta lede il principio della effettività della funzione di controllo del Consigliere comunale (ex art. 43 del Tuel) e non viene garantito il tempo materiale per approfondire, valutare, formulare eventuali emendamenti e tutelare il diritto di voto consapevole.
Inoltre verrebbero lese e violate le prerogative noi consiglieri e da una analisi superficiale e non ponderata degli atti potrebbero derivare anche danni erariali all’ente. D’altronde anche per altri atti di rilevante complessità come il Bilancio, Dup, modifiche statutarie, ecc. i tempi di deposito degli atti possono arrivare fino a 30 giorni e i tempi per la discussione vengono raddoppiati. Pertanto la richiesta è legittima e di buon senso. Tale modus operandi lede lo spirito del confronto democratico ed è stato oggetto di rilievi anche da parte delle organizzazioni sindacali, Cgil».
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