La Polizia a Porto Sant’Elpidio (foto di repertorio)

E’ durata un battito d’ali la permanenza in un Centro per il rimpatrio del tunisino protagonista di svariati episodi criminosi a Porto Sant’Elpidio. L’uomo, di cui si è occupato anche il programma di Rete 4 “Fuori dal coro” in settimana, è subito tornato a Porto Sant’Elpidio. Il suo lasciapassare per evitare il rimpatrio è la paternità. Ha avuto infatti un figlio da una relazione con una donna del posto, circostanza che ha permesso di presentare un ricorso per la scarcerazione, accolto dal giudice di pace di Lecce. 

A quanto risulta, pende una richiesta di revoca della patria potestà, ma non essendoci ancora un provvedimento in questo senso, il nordafricano non può essere rimpatriato in base al Testo unico sull’immigrazione. La norma prevede la tutela dei minori e del loro sviluppo psicofisico. Nel caso del tunisino, diventa di fatto uno strumento che vanifica ogni tentativo di riportarlo nel Paese d’origine.

La Questura di Fermo nei giorni scorsi aveva rintracciato l’uomo, che vive senza fissa dimora e senza permesso di soggiorno a Porto Sant’Elpidio. Già gravato da diversi precedenti, è accusato di aver accoltellato il ristoratore Giovanni Armellini lo scorso giugno, un’aggressione che ha avuto una vasta eco mediatica per tutta la stagione estiva.

Il personale della polizia di Stato aveva avviato, per l’ennesima volta, le procedure del caso e lo ha accompagnato in un centro per il rimpatrio, in attesa che si completassero le operazioni per imbarcarlo verso la Tunisia. Il provvedimento del tribunale, però, ha stoppato tutto. Già nei mesi scorsi, per precedenti reati, si era ripetuto lo stesso scenario e il tunisino aveva fatto ritorno nella costa fermana. Ieri è stato avvistato di nuovo a piede libero, in giro per Porto Sant’Elpidio.

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