di Maikol Di Stefano

Accoltellato a un braccio. Soccorso un ristoratore di Porto Sant’Elpidio. Sono in corso le indagini per risalire all’identità degli aggressori, uno dei quali sarebbe già stato fermato dai carabinieri.

Erano circa le 23 di ieri quando il 112 ha ricevuto una richiesta di soccorso per il titolare di uno chalet ristorante di Porto Sant’Elpidio. L’uomo, infatti, è stato ferito a un braccio con un fendente.

Il tutto sarebbe scaturito da un diverbio tra l’esercente e tre ragazzi all’interno del suo pubblico esercizio, sul lungomare di Porto Sant’Elpidio. Un diverbio che, però, è sfociato nel sangue. uno dei tre ragazzi (due stranieri e un italiano) ha infatti sferrato una coltellata colpendo l’uomo a un braccio. I tre sono poi scappati.

Sul posto si sono precipitati i carabinieri e, in ausilio, la polizia di Stato. Subito scattate le indagini e le forze dell’ordine avrebbero fermato uno dei tre ragazzi. Sono in corso accertamenti e indagini per cercare di ricostruire la dinamica del fatto. Nel frattempo l’uomo è stato soccorso dai sanitari della Croce verde Porto Sant’Elpidio e accompagnato all’ospedale. Sul posto, ieri sera, anche il sindaco Massimiliano Ciarpella.

Il sindaco Massimiliano Ciarpella

Ed è proprio il primo cittadino a usare toni durissimi nei confronti dell’aggressore. Ma prima la vicinanza all’esercente: «Ieri sera si è consumato un grave episodio di violenza ai danni di un ristoratore della nostra città. Il primo pensiero, che gli ho già espresso personalmente, è la totale vicinanza a lui, alla sua famiglia ed al suo staff. Ieri sera, tra l’altro, ero a cena proprio nel suo locale e sono andato via poco prima dell’accaduto. So bene quanto impegno e passione metta nel suo lavoro, come so che ripartirà subito».

«La seconda riflessione – l’attacco di Ciarpella – è sugli autori dell’aggressione, uno individuato e portato via dalle forze dell’ordine, gli altri due ancora ricercati. Il fermato è un malvivente seriale, autore di furti e spaccate in diverse attività commerciali, tra cui stabilimenti balneari. Un soggetto del genere, in qualunque Paese civile, ha un solo posto dove stare: il carcere. Chi delinque deve pagare e chi rappresenta un pericolo per la collettività va fermato subito, né domani, né dopodomani. Non si può attendere che accada l’irreparabile, come aspettare che due soggetti, ampiamente noti per innumerevoli reati contro il patrimonio e la persona, riducano in fin di vita un passante come purtroppo accaduto l’anno scorso. I delinquenti vanno fermati prima e messi in galera, che siano autoctoni o circolino senza alcun titolo nel nostro territorio. Se viene a mancare questo tassello fondamentale della coesione sociale, ne paga le spese chi la mattina si alza, lavora, paga le tasse e vive onestamente».

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