«Bretella Civitanova Marche-Bivio Cascinare: gli uffici regionali confermano i timori dei cittadini. Ora Regione e Comune facciano le verifiche richieste, e le rendano pubbliche. Quello che i cittadini dicevano da mesi, ora lo scrive anche la Regione». E’ quanto fanno sapere dal Comitato Civico UnaBretellaPerChi.
«Con la lettera del 29 settembre scorso, il Settore Valutazioni e autorizzazioni ambientali della Regione ha chiesto al proponente, la Regione stessa, di integrare, entro 30 giorni, la documentazione sul progetto della bretella SS 77 – SS 16. La documentazione mancante e da integrare è ampia, e riprende da vicino le preoccupazioni sollevate dal Comitato nelle osservazioni di luglio».
Per il comitato il nodo più serio è «l’acqua e il rischio alluvione. Il Genio Civile ha riscontrato dati confusi e discordanti proprio sulla capacità del progetto di reggere le piene eccezionali, oltre a misurazioni incoerenti sulle altezze e sulle strutture del ponte sull’Ete Morto. In un’area già classificata a elevato rischio esondazione, mancano del tutto le simulazioni dettagliate per capire cosa accadrebbe in caso di forte maltempo. Un allarme condiviso anche dal Comune di Sant’Elpidio a Mare, che chiede di realizzare viadotti rialzati anziché rilevati in terra, così da far scorrere l’acqua ed evitare che la strada si trasformi in una vera e propria diga in caso di piena. Poi ci sono i terreni e l’aria che respiriamo. L’Arpam ha sollevato forti perplessità sulla gestione dei rifiuti e dei terreni da scavo, evidenziando cifre e stime che non tornano, e ha preteso un’analisi seria sull’impatto acustico. La stessa Regione Marche riconosce in sostanza le lacune del progetto: manca un’analisi reale di come la bretella modificherà la viabilità complessiva, non sono ben motivate le alternative del tracciato e si ignorano sia le conseguenze su flora e fauna, sia l’impatto dei cantieri e i rischi legati ai cambiamenti climatici».
«Non sono rilievi di dettaglio, ma i punti su cui si basa la sicurezza di chi vive qui. Gli uffici tecnici – concludono dal comitato – hanno detto a chiare lettere che oggi mancano gli elementi per escludere effetti negativi significativi. Per questo ora servono risposte, non rassicurazioni. Come Comitato ci rivolgiamo in particolare alla Regione, che in questa vicenda è al tempo stesso proponente dell’opera e autorità chiamata a valutarla, e che dunque ha una doppia responsabilità di trasparenza. Chiediamo che le verifiche richieste, a partire da quella idraulica, siano condotte con rigore, che siano rese pubbliche appena depositate e che i cittadini abbiano il tempo di esaminarle, e al Comune di Sant’Elpidio a Mare, perché continui a sostenere le richieste già avanzate, informi la cittadinanza e convochi un’assemblea pubblica prima di ogni decisione. Chiediamo inoltre una verifica idraulica indipendente e pubblica (anche per piene eccezionali), uno studio acustico completo, una vera simulazione del traffico e sull’inquinamento con l’opera in esercizio, e infine che il progetto sia sottoposto alla Valutazione di impatto ambientale completa. Una grande opera pubblica deve essere utile e sicura, ma a quanto pare, ad oggi, mancano gli elementi per dimostrare che lo sia».















