Il caso della fusione tra Solgas ed Astea resta il tema principale della discussione politica fermana negli ultimi giorni. All’ombra del Girfalco torna a farsi sentire l’opposizione, con il gruppo Fermo Città Comune che ha espresso ancora una volta perplessità e contestazione riguardo l’operazione portata avanti dall’Amministrazione Comunale.
Riceviamo e pubblichiamo dunque la nota del gruppo “Fermo Città Comune”:

«Dopo giorni di ripetute richieste, solo ieri sera riceviamo la relazione del collegio sindacale. Una relazione che conferma tutti i nostri dubbi sull’operazione di fusione che già avevamo avanzato in consiglio comunale. La procedura di fusione per incorporazione di Solgas in Astea è un grande pasticcio di questa amministrazione. Sono dunque del tutto confermate le motivazioni per le quali in consiglio comunale si è assistito all’uscita dall’aula di tutte le minoranze al momento del voto sul progetto. E’ stato impedito ai Consiglieri di effettuare un esame approfondito della enorme documentazione, centinaia di pagine, allegata alla proposta portata in Consiglio. Paradossalmente, negando un confronto serio ed aprendo ai rilievi e alle valutazioni dell’intero Consiglio, è stato impedito di condividere una scelta che nessuno ha avversato pregiudizialmente, ma che doveva essere adottata alle condizioni corrette formalmente e adeguate al riconoscimento di un ruolo della Città di Fermo nella società Astea.

Ostacolando il lavoro dei Consiglieri l’Amministrazione ha impedito di fatto che, attraverso un confronto serio e approfondito, fosse messa al corrente la cittadinanza su una scelta  che investe il presente e il futuro della nostra città.
E’ nota ormai da giorni la contestazione, confermata dalla relazione del Collegio dei Sindaci, sul peso azionario inferiore al 5% che avrebbe Fermo (4,9998) che impedirebbe all’amministrazione cittadina di intervenire nelle più rilevanti decisioni di fusione con nuove realtà, liquidazione o scioglimento di Astea. Questo elemento evidenzia l’incapacità dell’Amministrazione Scarfini di condurre una trattativa utile a garantire alla nostra città una posizione di reale peso e controllo, almeno sugli indirizzi più rilevanti della società Astea.
L’altro motivo di contestazione noto è l’entità della Put, cioè del valore della quota azionaria in Astea in mano fermana, che sarebbe riconosciuto in caso di vendita dopo cinque anni. C’è anche qui un’incapacità politica dell’amministrazione, che non ha saputo ottenere la conferma del valore più alto al rinnovo dei patti parasociali.
Il terzo aspetto di critica, che è stato mosso in Consiglio dalla nostra coalizione è la totale assenza di ricadute in investimenti di riqualificazione o valorizzazione energetica dai proventi del 49% di Solgas ad Astea e degli utili realizzati da Solgas di tutti questi anni.
In questi giorni si è saputo anche che è stato impedito al Collegio dei Sindaci di Solgas di esprimere il proprio parere sulla fusione, impedendo quindi l’esercizio della funzione specifica di questo organo e, contemporaneamente, è stato reiterato l’impedimento opposto allo svolgimento del compito e del ruolo dei Consiglieri Comunali, privandoli di un parere indispensabile per una corretta valutazione e scelta.
Di più, gli effetti fiscali e contabili della fusione decorrono dal primo gennaio 2026, dunque la domanda è: anche gli utili di Solgas, presumibilmente 900 mila euro circa, stando alle cifre del 2025, finiranno nelle casse di Astea?
Secondo la coalizione di centro sinistra, la fusione va bloccata, gli atti notarili che darebbero definitivo seguito alla deliberazione del Consiglio Comunale vanno sospesi e va riaperta una discussione condivisa su tutti i punti poco chiari, se non equivoci, dell’intera vicenda. Per questo abbiamo aderito alla diffida con cui, tramite l’avv. Raffaella Polci, si chiede all’amministrazione ai annullare la delibera di consiglio che dava i via libera alla fusione.
Tutto da rifare dunque, se necessario procedere con urgenza sia convocata senza indugio la Prima Commissione Consiliare per una discussione dell’intera documentazione e un successivo nuovo passaggio deliberativo in Consiglio Comunale».
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