È stato presentato ufficialmente, questa mattina, presso la sede amministrativa dell’Ast di Fermo il progetto “Il Tempo Obliquo. Nel fine vita il tempo si dilata, rallenta, cambia consistenza”, iniziativa finanziata dalla Regione Marche con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito del programma R.A.D.I.C.I. – Rete Attiva per il Domani: Insieme per una Comunità Integrata.

Capofila del progetto è L’Abbraccio odv, affiancata dall’associazione Cure Palliative “Gigi Ghirotti” di Macerata, da Admo Marche, Anpof e Noa Pet Therapy Aps, con la collaborazione dell’Istituto Tecnico Tecnologico “G. e M. Montani” di Fermo. Il progetto sarà realizzato dal 10 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 grazie a un finanziamento di 29.100 euro.

 

«Il finanziamento del progetto “Il Tempo Obliquo” rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro che L’Abbraccio porta avanti da anni con sensibilità, competenza e spirito di servizio accanto alle persone più fragili e alle loro famiglie, e dall’altra l’attenzione che la Regione Marche pone in questo settore così importante quanto delicato – le dichiarazioni del direttore generale dell’Ast Fermo, Roberto Grinta – L’umanizzazione delle cure è uno dei capisaldi nel nostro quotidiano operato. Ringraziamo dunque l’Abbraccio e tutte le associazioni di volontariato per il loro preziosissimo operato, e con cui si è instaurata una proficua e virtuosa collaborazione su scala territoriale».

L’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha ricordato «il Piano per le cure palliative che punta a potenziare i servizi attraverso l’incremento del personale e dei posti disponibili, per garantire una risposta sempre più adeguata ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. In ogni provincia una Casa della Comunità sarà a vocazione oncologica, nella quale possano operare al meglio anche le associazioni, il cui contributo è fondamentale nel percorso di assistenza e accompagnamento dei malati. Tutto questo si inserisce in un lavoro sinergico che vede il grande impegno da parte della Rete Oncologica regionale, con l’obiettivo di integrare competenze sanitarie, servizi territoriali e supporto associativo».

“Il Tempo Obliquo” nasce dall’esperienza maturata in oltre dieci anni di presenza volontaria all’interno dell’Hospice La Farfalla di Montegranaro e dalla consapevolezza che il tema delle cure palliative e del fine vita continua a essere poco conosciuto, nonostante rappresenti un diritto garantito dalla legge e un servizio fondamentale per le persone e le loro famiglie.

L’obiettivo del progetto è costruire una comunità più consapevole e capace di accompagnare le persone nelle situazioni di fragilità, contrastando isolamento e solitudine e creando connessioni tra associazioni, servizi e cittadini. Un percorso che vuole avvicinare il territorio alla cultura della cura, trasformando l’hospice da luogo percepito come distante a spazio di conoscenza, prossimità e relazione. Significativo l’intervento di Marina Lombardello, dirigente medico palliativista presso l’hospice “Il glicine” di Macerata.

Il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Clinica dell’Ast Fermo, Renato Bisonni: «Anche quest’anno il nostro hospice ha ottenuto l’accreditamento di eccellenza Esmo, un riconoscimento che premia il lavoro quotidiano di tutto il personale sanitario, dei medici dell’Oncologia, in particolare del dottor Gucciardino e della dottoressa Esperide, e dei volontari de L’Abbraccio. Un risultato che nasce soprattutto dalla capacità di mettere al centro la persona, con professionalità, attenzione e umanità. Oggi presentiamo un progetto, con capofila L’Abbraccio, che ha ottenuto un finanziamento regionale e che permetterà alle associazioni del Fermano e del Maceratese di fare rete, condividere esperienze e rafforzare il loro impegno sul territorio. Perché insieme si può fare di più, e arrivare più vicino a chi ha bisogno».

Il progetto si sviluppa attraverso tre azioni integrate. La prima riguarda la formazione delle “Sentinelle di Comunità”, volontari delle associazioni partner che acquisiranno strumenti per riconoscere situazioni di isolamento e fragilità nelle famiglie che stanno vivendo il lutto anticipatorio o il post-lutto.

La seconda azione valorizza le Pratiche di Cura Sensibile, già presenti nell’Hospice La Farfalla e che saranno estese anche all’Hospice Il Glicine di Macerata: musicoterapia, shiatsu e pet therapy diventeranno parte di un percorso strutturato di osservazione, documentazione e condivisione delle esperienze maturate anche con le “Sentinelle di Comunità” integrandone e completandone la formazione.

La terza azione porterà questi temi all’interno della comunità attraverso incontri pubblici gratuiti, momenti di confronto nelle sedi delle associazioni partner e iniziative rivolte agli studenti dell’ITT Montani, con l’obiettivo di promuovere una maggiore conoscenza delle cure palliative, dei diritti del malato e del valore del volontariato.

«La partecipazione dell’Istituto Tecnico Tecnologico Montani al progetto nasce da una precisa idea di scuola: un luogo in cui conoscenza e umanità, competenza e responsabilità si integrano, educando i giovani non solo al sapere e al saper fare, ma anche al saper essere e al prendersi cura degli altri, affinché – le parole della  dirigente scolastica Stefania Scatasta – nessuno si senta solo nei momenti di fragilità. L’iniziativa assume un significato particolare per un istituto tecnico, poiché sottolinea come le competenze scientifiche e tecnologiche debbano essere accompagnate da sensibilità umana e responsabilità sociale. La collaborazione con associazioni, organizzazioni di volontariato e realtà sociosanitarie permette inoltre di collegare la scuola al territorio, trasformando i valori della solidarietà e della partecipazione in esperienze concrete di apprendimento. Il progetto mira quindi a formare non soltanto futuri professionisti competenti, ma anche cittadini consapevoli, empatici e attivi, capaci di riconoscere il valore di ogni persona e di contribuire alla costruzione di una società più accogliente e solidale».

«Il Tempo Obliquo» richiama l’esperienza del tempo nel fine vita, un tempo che non segue più il ritmo ordinario ma assume forme e significati diversi. Il progetto sceglie di abitare proprio questo spazio, creando una rete capace di trasformare l’esperienza maturata negli hospice in una risorsa condivisa per tutto il territorio.

L’auspicio dei promotori è che il percorso possa «lasciare un’eredità duratura: una comunità più preparata ad affrontare la fragilità, più attenta alle persone sole e più consapevole del valore della cura come responsabilità collettiva. Come indicato nel progetto, il risultato più importante non sarà eliminare la sofferenza, ma contribuire a costruire una comunità che sappia non voltarsi dall’altra parte».

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