Nicola Pascucci e Andrea Morroni

«Rimandiamo al mittente l’affermazione del sindaco Scarfini secondo cui la minoranza non avrebbe avuto proposte». Il gruppo consiliare La Città che Vogliamo interviene sul caso Solgas e contesta le parole del primo cittadino, rivendicando le proposte presentate durante la seduta del Consiglio comunale. «Nonostante non ci siano stati dati né tempo né ascolto, siamo stati propositivi e abbiamo indicato chiaramente cosa fare», scrivono il capogruppo Nicola Pascucci e il consigliere Andrea Morroni. «Non ci siamo limitati a dire no: abbiamo detto cosa avremmo fatto. E lo abbiamo detto nel luogo deputato, il Consiglio comunale».

 

La proposta indicata dal gruppo riguarda la destinazione di una parte dei ricavi derivanti da Solgas/Astea. «In Consiglio comunale il capogruppo Pascucci ha proposto che almeno il 30% degli introiti derivanti da Solgas/Astea venga destinato a una vera politica energetica cittadina: Comunità Energetiche Rinnovabili, impianti fotovoltaici e di autoproduzione, efficientamento energetico degli edifici comunali». Un’iniziativa che, secondo i firmatari, sarebbe «concreta e futuribile per abbattere costi e bollette per i cittadini».

Nel comunicato Morroni solleva anche dubbi sugli atti relativi all’operazione. Il consigliere, riferiscono Pascucci e Morroni, «ha giustamente chiesto trasparenza degli atti che invece sono stati addirittura corretti dal notaio con una differenza dalla delibera che apre molti dubbi tutti da verificare». Ha inoltre posto una domanda sulle modalità di cessione: «Ma perché non siamo andati sul libero mercato per cedere il 51% nel massimo della trasparenza? E se le quote valessero più dei 5 milioni offerti da Astea?»

 

La critica del gruppo si concentra anche sull’eventuale impiego delle risorse per le spese correnti. «Se invece la risposta è che gli introiti serviranno semplicemente a far respirare il bilancio e finanziare la spesa corrente allora chiediamo: qual è il progetto energetico per Fermo?», si legge nella nota. «Perché vendere Solgas e utilizzare le risorse per la spesa corrente non è una politica energetica: è fare “cassa” senza reinvestire per la città».

 

La Città che Vogliamo conclude tornando sulle parole del sindaco: «E allora rimandiamo al mittente l’accusa di non avere un’idea. A non sapere letteralmente cosa sia una politica energetica cittadina, oggi, sono il Sindaco Scarfini e questa giunta». E aggiunge: «Forse la maggioranza non era attenta oppure, come per il “metodo Girfalco” non intende ascoltare niente e nessuno, umiliando il ruolo del consiglio comunale».

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