«Questo è un percorso che nasce, lo ripeto per correttezza di quanti ci hanno lavorato in questi anni e di chi anche ci ha lavorato prima, nei primissimi anni 2000 con altri due step, uno nel 2016 ed uno nel 2022, fino ad una scelta corretta, in questo 2026. Noi siamo stati chiamati a scegliere con responsabilità e, dico di più, in questo caso con corretto tempismo, abbiamo scelto di di utilizzare la distribuzione dei dividendi per garantire gli utili e fare da garante al Comune di Fermo in un progetto più grande. Un contenitore più ampio che è caratterizzato sicuramente da una struttura in crescita più grande, come ho detto in termini sia di servizi che di tecnologia e capacità competitiva. Queste sono cose che noi non volevamo sottovalutare in un periodo in cui abbiamo parlato con i tecnici più volte, abbiamo parlato con tanti appassionati del Fermano che stanno nel mercato e tutti condividevano questa scelta. Il tutto in un momento di difficoltà del mercato energetico che certamente Solgas avrebbe patito».

Così il sindaco di Fermo, Alberto Scarfini, questa mattina in una conferenza stampa convocata a seguito del via libera dell’assemblea dei soci Solgas alla fusione per incorporazione con Astea. Presenti anche quasi tutti i componenti la giunta e l’amministratore della Solgas stessa, Emanuele Corradi.

Sul tavolo, ovviamente, le motivazioni che hanno portato all’approvazione del progetto di fusione di Solgas all’interno di Astea Energia.

»Abbiamo deciso con responsabilità di fare questa scelta, su Astea puntiamo anche per il mantenimento e il radicamento nel territorio. Avremo il mantenimento dello sportello in azioni determinate sul territorio, condivise, così come quello delle risorse umane che erano in Solgas. Queste sono caratteristiche e motivazioni forti che – ha rimarcato il primo cittadino – ci hanno fatto fare questa scelta di cui sono molto orgoglioso. Non posso non ringraziare tutte le componenti che hanno avuto un ruolo in questo processo. Questa è la fusione che riteniamo giusta per la nostra città, perché qui si parla della nostra Fermo. Una mossa fatta nel momento giusto».

Da sin. Alberto Scarfini ed Emanuele Corradi

Scarfini poi si sposta sulla bagarre politica delle ultime settimane con le forze di opposizione, tra cui FdI. «Non è che ci possiamo girare intorno: c’è stata tanta discussione sull’argomento. Sono state tirate fuori tematiche, motivazioni evidentemente strumentali. Prima sui sei giorni, quando in realtà ne erano dieci. Poi le mille pagine, quando in realtà erano duecento. Inoltre, espletando sempre tutto a norma di legge. A questa minoranza, non tutta eh, ma a chi mi riferisco lo sa, noi chiediamo: cosa avreste fatto voi? Qual è la vostra proposta reale? Perché non l’abbiamo capito. A parte ipotesi improponibili di rinviare tutto tra sette o otto mesi. Una volta che uno ti dice che questo è il momento giusto, noi abbiamo fatto analisi, avuto responsabilità e coraggio scegliendo di puntare sulla distribuzione».

A dar manforte al sindaco anche le parole dell’assessore Alessandro Ciarrocchi, che fino alla scorsa legislazione possedeva la delega alle partecipate: «Nel mio vecchio ruolo avevo mandato allerte sull’opportunità di una scelta che doveva venire in questi tempi. Come ha detto il sindaco, si è perso un pò il focus sulla sostanza. Si è guardato molto alla forma, tante volte anche enfatizzando. Noi avevamo tre opportunità: continuare così, riscattare la Put o entrare in Astea. La minoranza non abbiamo capito cosa volesse, ma credo a questo punto la Put. Escludendo il continuare così come eravamo, tra le due opzioni, ossia Put e conclusione di fusione, abbiamo scelto di procedere con quest’ultima».

Da sin. Alberto Scarfini, Emanuele Corradi e Alessandro Ciarrocchi

Ora bisognerà attendere i sessanta giorni, per legge, di transizione prima della conclusione dell’operazione. Una scelta, l’entrata in Astea, definita “politica” dall’attuale assessore con delega alle partecipate, Eleonora Luciani: «Questo progetto è stato iniziato proprio per tutelare i cittadini, cosa che non è stata presa in considerazione. La scelta è stata fatta e condivisa con la maggioranza, perché è stata politica, ossia quello che deve fare una amministrazione. Quindi si è deciso di di continuare questo progetto per la tutela dei cittadini».

Ma cosa c’è alla base della scelta reale? Un mercato in crisi ed un rischio concreto per Solgas come ha spiegato Emanuele Corradi. «Oggi con concorrenza e competitor non riusciamo più a fare il mercato se non in un gruppo strutturato e questo andrà a beneficio anche dei cittadini. Questa è una cosa importante: le tariffe, le opportunità, i fotovoltaici. Noi ad oggi non siamo strutturati, cioè fare un fotovoltaico, gestire la parte burocratica, realizzarla, non abbiamo la struttura. Solgas ha quattro dipendenti, ma storicamente ce ne sono stati sempre tre in vent’anni di attività. Adesso abbiamo messo un commerciale, arrivando a quattro, una figura che si dedicava soprattutto all’area di Campiglione. La verità è che è impossibile gestire questo nuovo mondo, oggi si vende l’energia ovunque. Abbiamo perso in sei mesi 677 clienti dunque la scelta del bilancio di dicembre è già stata data perché avremmo avuto uno 0,60% in meno»

Da sin. Eleonora Luciani, Alberto Scarfini e Emanuele Corradi

Da sin. Giampiero Gallucci, Annalisa Cerretani, Eleonora Luciani, Alberto Scarfini, Emanuele Corradi, Alessandro Ciarrocchi e Lauro Salvatelli

Da sin. Alberto Scarfini, Emanuele Corradi e Alessandro Ciarrocchi

Da sin. Alberto Scarfini ed Emanuele Corradi

Da sin. Eleonora Luciani, Alberto Scarfini, Emanuele Corradi e Alessandro Ciarrocchi

Da sin. Giampiero Gallucci, Annalisa Cerretani, Eleonora Luciani, Alberto Scarfini, Emanuele Corradi e Alessandro Ciarrocchi e Lauro Salvatelli

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