«Gli attacchi personali non cancellano le responsabilità politiche – dichiara la consigliera comunale Giulia Vagnozzi – leggo la replica del Partito Democratico riguardo il mio commento sulla questione dell’ex cinema Excelsior e prendo atto che, anziché confrontarsi nel merito delle questioni sollevate, preferisce ricorrere a espressioni offensive, allusioni personali e tentativi di delegittimazione».

«Definirmi “soldatino”, insinuare che le mie posizioni siano dettate da altri o richiamare la mia giovane età e la mia presunta inesperienza amministrativa non è una risposta politica. È un modo di fare che qualifica molto chi ne fa uso: spostare il confronto dalle questioni concrete alla mia persona è la chiara scappatoia di chi, nel merito, ha poche argomentazioni – continua la consigliera – peraltro, considerata l’attenzione che il Pd riserva al linguaggio di genere e alle pari opportunità, avrebbe quantomeno potuto chiamarmi “soldatina”. Battute a parte, non ho bisogno di suggeritori per esercitare il mio ruolo istituzionale. Ho la responsabilità di studiare le questioni, approfondirle e assumere le mie posizioni. È esattamente ciò che ho fatto e che continuerò a fare. Se questa posizione è scomoda per qualcuno che la pensa politicamente in maniera diversa, se ne faccia una ragione».

«Ad ogni modo, io preferisco rispondere con i fatti. Ed è proprio qui che emergono le infinite contraddizioni del Pd. Riguardando vecchi Consigli comunali, posso dire che le scelte dell’Amministrazione Loira sull’Excelsior non furono affatto condivise e che, nonostante le perplessità e le contrarietà dell’opposizione, non ci fu alcuna apertura al confronto: si andò avanti facendo valere i numeri in Consiglio comunale – sottolinea la Vagnozzi – il Pd parla di contenzioso sulla proprietà, omettendo che scelse di non percorrere la strada del ricorso in Cassazione e che, anziché procedere con l’esproprio, preferì sedersi con la proprietà, intavolando un accordo e prospettandole, tra l’altro, una vantaggiosa variante urbanistica. Una scelta politica precisa, che il Pd definisce “a costo zero per la collettività”, di cui oggi, però, tutta Porto San Giorgio paga le conseguenze».

«Parlano di Pnrr senza sapere che il Piano è stato introdotto nel 2021, quando ad amministrare Porto San Giorgio erano proprio loro, un anno prima che l’accordo con la proprietà arrivasse in Consiglio comunale. Avrebbero tranquillamente potuto sfruttare le opportunità offerte da questo strumento di finanziamento e individuare soluzioni diverse da quella adottata, ma hanno scelto di non farlo. Oggi ci troviamo ad affrontare una situazione che ben si sarebbe potuta prospettare anni fa, ma senza più poter contare sulle opportunità del Pnrr. Quanto alla propaganda elettorale, il Pd sembra aver smarrito la coerenza e la memoria. Nell’aprile 2022 portò in Consiglio comunale l’accordo con la famiglia Renzi e, a maggio, il Piano portuale: due proposte presentate a strettissimo ridosso delle elezioni amministrative, entrambe rivelatesi, alla prova dei fatti, fallimentari e non attuabili. Se non era propaganda elettorale quella, viene spontaneo chiedersi cosa lo sia».

«La capacità amministrativa non si misura dagli anni trascorsi nelle istituzioni, ma dalla qualità delle scelte compiute e dai risultati che si riescono a ottenere. Oggi il Pd ci dà prova che non sempre l’esperienza amministrativa coincide con la capacità di amministrare, che ha dimostrato, ancora una volta, di non avere – conclude la Vagnozzi – da parte mia, continuerò a svolgere il ruolo che mi è stato affidato con la serietà, l’autonomia e il senso di responsabilità che mi hanno sempre contraddistinta, nell’esclusivo interesse della nostra città e dei suoi cittadini».

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