
«Il soldato Vagnozzi in trincea, ma fuori bersaglio sul Cinema Excelsior. C’è da rimanere increduli dinanzi alla reazione della consigliera comunale e provinciale Vagnozzi che, ignara data la sua giovane età, amministrativa, delle vicende passate, risponde ad un nostro comunicato sul Cinema Excelsior, solo sulla base di imbeccate evidentemente ricevute dai suoi suggeritori. Ci domandiamo per quale motivo, anche dinanzi ad una nostra manifestata disponibilità a sostenere il percorso immaginato dall’amministrazione comunale per acquisire mediante esproprio l’edificio ex cinema, si debba ancora una volta indossare l’elmetto e scendere in polemica e contestazione, tra l’altro con argomenti completamente errati, confusi e quantomeno imprecisi». Dura la replica del Pd sangiorgese alla consigliera comunale di maggioranza. Il pomo della discordia? L’ex cinema nel cuore della città.
«Sappia, comunque la consigliera Vagnozzi e lo riferisca ai suoi suggeritori che l’amministrazione Agostini non ha mai intrapreso alcun percorso, tantomeno giuridico, per l’acquisizione dell’immobile, essendosi solo immessa, senza titolo peraltro, nel possesso dell’immobile ed avendo dovuto sopportare, per tale motivo e pur non essendone proprietaria, tutte le spese di messa in sicurezza dello stabile la cui copertura era stata compromessa da una fortissima nevicata. Sappia anche che la scelta dell’amministrazione Loira nel 2020, di concludere l’accordo con la proprietà Renzi, per il definitivo recupero dell’immobile, seguiva innanzitutto alla decisione della Corte di Appello di Ancona che aveva definitivamente riconosciuto la proprietà dell’immobile a favore del privato».
«Dinanzi alla affermazione della proprietà in capo al privato e allo scopo di recuperare e ristrutturare l’immobile – aggiungono, nella loro cronistoria, i dem – non vi era altra via che o raggiungere con il privato un accordo per tale scopo, o procedere all’esproprio. Quest’ultima soluzione, come appare evidente anche dalle difficoltà che si stanno incontrando inevitabilmente anche ora, presupponeva e presuppone che l’intero costo dell’operazione sia per l’esproprio che per la ristrutturazione, consolidamento e forniture delle attrezzature ed arredi, sia a totale carico dell’amministrazione pubblica, con un impegno di spesa di diversi svariati milioni. Ecco perché, quindi, si è tentata invece, almeno in quel momento e stante la assenza di tutte quelle risorse che sarebbero poi arrivate in Italia con il Pnrr, la strada dell’accordo con il privato, che avrebbe comportato, a costo zero per la collettività, la completa ristrutturazione dell’immobile, il suo recupero e la messa in funzione e disponibilità per l’amministrazione per 99 anni di una sala polifunzionale di 140 posti in pieno centro e completamente attrezzata e funzionale, a fronte del cambio di destinazione dell’ex Excelsior e di un immobile in Via XX settembre. Si domanda, la nostra consigliera, se non si sia trattato di una eccessiva opportunità di guadagno per il privato; ma il fatto che l’accordo, benché completamente portato a conclusione da parte dell’amministrazione comunale, non sia stato poi sottoscritto ed convenzionato dalla proprietà privata, dimostra in tutta la sua evidenza esattamente il contrario. A questo punto, accertata la proprietà in capo al privato, rifiutato l’accordo dalla proprietà che era stato proposto, non vi è altra strada, ove si voglia rimuovere una simile bruttura in pieno centro, che procedere all’esproprio, procedura che tra l’altro potrà giovarsi, a sostegno della motivazione, anche del rifiuto del privato sin qui manifestato a procedere secondo l’accordo offerto. Questi sono i fatti, per cui il Pd non si è svegliato solo adesso, ma ha assunto un atteggiamento di responsabilità verso un’azione che, ora e in questo momento, visti falliti tutti i precedenti tentativi, appare come l’unica strada praticabile».
«Piuttosto la consigliera Vagnozzi si domandi se non sia il mero annuncio di uno studio ancora in itinere sull’esproprio che l’amministrazione avrebbe avviato, a distanza di meno di un anno alle elezioni e senza conoscere i costi, le spese, i tempi, la destinazione e l’utilizzo che si vorrà dare alla struttura, a non apparire come un spot e una mera propaganda. Speriamo che non sia così, ma la disturbata reazione guerresca lascia temere che non sia tutto chiaro e preciso il cammino da percorrere e che quindi la nostra posizione, invece di essere accolta ed apprezzata così da realizzare un fronte comune in grado di affrontare gli indubbi problemi ed ostacoli che si porranno per giungere all’obiettivo finale, abbia invece disturbato i teorici e gli ideologici dello scontro, preoccupati a questo punto che i margini di propaganda possano assottigliarsi».
Il Pd chiude confermando la propria apertura e la propria disponibilità «a prestare piena collaborazione; vedremo se un minimo di sensibilità istituzionale da parte di chi comunque quell’accordo del 2020 dell’amministrazione Loira condivise ed approvò, non porti ad un cambio di atteggiamento che il soldato Vagnozzi potrebbe incaricarsi così di comunicarci».