Saturnino Di Ruscio

Riceviamo dal consigliere comunale di opposizione, Saturnino Di Ruscio (Servire Fermo) e pubblichiamo:

«Venerdì 30 ottobre 2026 l’avv. Paolo Cerolini, avvocato dello scrivente, ha trasmesso al Comune di Fermo le osservazioni alla delibera del Consiglio Comunale n. 65 del 22 ottobre 2022 nella quale non ha potuto che ribadire, puntualmente, i presupposti giuridici errati sui quali si fonda l’atto di decadenza e che lo scrivente intende sottolineare, rinviando per gli approfondimenti alla lettera inviata che si allega.
In particolare la deliberazione suddetta non tiene in alcuna considerazione che con l’atto di divisione con le sorelle del 23 settembre 2026, lo scrivente ha ceduto sia i beni in questione che il diritto di credito nei confronti del Comune di Fermo, sorto a seguito della sentenza n. 260 del 28 maggio 2026, dal quale derivava la situazione d’incompatibilità. Su questo punto non ci può essere parere contrario o dissenso (…).
Occorre precisare e ribadire che lo scrivente, sulla base dei propri poteri, ha messo in atto ogni attività per far cessare la pendenza della lite con il Comune di Fermo. In particolare la costituzione nel giudizio in appello in risposta al Comune di Fermo, l’accettazione della estromissione da parte delle altre parti-sorelle, la richiesta di estromissione al Giudice d’appello, la richiesta di anticipazione della prima udienza e il decreto della Corte d’Appello di Ancona del 22 ottobre 2026 di anticipazione della udienza al 9 novembre 2026.
La cessazione sotto il profilo meramente processuale, proprio in base alle predette circostanze, risultanti dagli atti del giudizio di appello promosso dal Comune di Fermo e allo stesso nonché al suo legale comunque già rese note, dipende esclusivamente dall’assenso del Comune di Fermo alla estromissione dello scrivente dal processo di appello. Il medesimo Comune non ha alcun interesse né alcuna altra ragione per negare tale assenso.
Al contrario, l’eventuale dissenso all’estromissione e quindi la determinazione della permanenza nel processo dello scrivente nonostante la cessione del diritto controverso viene contestata dalla Corte di cassazione: in sostanza, la causa di incompatibilità per lite pendente può essere esclusa in presenza di atti implicanti il sostanziale venir meno del conflitto, o il carattere pretestuoso della lite (inteso come artificiosa e maliziosa creazione o conservazione di una situazione di fatto diretta a danneggiare il candidato) (Cass. 1992/4272; 1999/4533; 2000/9789; 2002/6426; 2003/16305). Ed è questo il caso che riguarda il Comune di Fermo.
Inoltre ci sono altri due casi di consiglieri per i quali il Consiglio e la Giunta comunale hanno accettato l’estromissione dal giudizio che ho segnalato nel corso del Consiglio comunale del 22 ottobre 2026 depositando la relativa documentazione agli atti del Consiglio comunale del 22 ottobre 2026. Tale comportamento contrasta con l’art 97 della Costituzione che impone l’imparzialità dell’attività della pubblica amministrazione.
Inoltre tale azione (…) potrebbe comportare la condanna dell’Ente al pagamento delle spese processuali in favore dello scrivente.
Quella che mi trovo ad affrontare non è quindi una questione personale o meglio lo è solo in parte perché riguarda il ruolo istituzionale di consigliere a cui l’elettorato mi ha delegato.
E’ inoltre una questione sia politica che di rispetto dei diritti costituzionali inalienabili che vengono entrambi calpestati, piegando il diritto stesso (…). Pretendere da un consigliere comunale regolarmente eletto che “paghi” per poter svolgere il mandato conferito dagli elettori è un grave affronto al processo democratico e alla Costituzione.
In caso di definitiva decadenza sarà comunque la magistratura, come spesso accade, a fare giustizia, magistratura nella quale ho sempre riposto la massima fiducia. L’unica differenza che lo scrivente si dovrà difendere a proprie spese, l’amministrazione comunale a spese dei contribuenti!
Rassicuro gli elettori che mi hanno sostenuto che nel caso fosse pronunciata la mia definitiva decadenza, non sarà un atto così a fermare la mia attività politica che continuerò a svolgere come prima e più di prima in nome della trasparenza, della corretta informazione e della denuncia pubblica dei fatti di rilievo alla pubblica opinione».
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