(foto Cristiano Ninonà)

In attesa di conoscere, attraverso i dati dell’estate forniti dalle strutture ricettive alla Regione, la performance turistica di Porto San Giorgio tra luglio e settembre (ad oggi sono disponibili ma non convalidati i dati del primo semestre che vedono la città costiera registrare 67.860 presenze), lo sguardo finisce gioco forza sulla stagione 2025. Qualcosa in più, infatti, ci dicono i dati consolidati dell’anno passato e del 2024 per un confronto sulle due ultime annualità, da cui emerge, ad una analisi più attenta, come ormai stiano cambiando le abitudini degli italiani, e non solo, in fatto di  vacanze. Se è innegabile per Porto San Giorgio un incremento delle presenze passate da 181.826 (2024) a 188.789 (2025) ed un incremento degli arrivi da 52.462 (2024) a 54.452 (2025), altrettanto vero è che a soffrire sono sempre di più le strutture alberghiere e non certo quelle che appartengono alla categoria degli “esercizi complementari”, case vacanze e b&b in primis.

Ancora numeri: accantonato l’effetto post-covid e l’exploit che consentì di passare tra il 2020 ed il 2023 da 76.713 presenze a 130.656, ebbene proprio dal 2023 allo scorso anno il calo registrato negli alberghi sangiorgesi è stato di ben 12 mila presenze passando da 133.260 a 121.743. Stesso discorso, ovviamente, per gli arrivi scesi da 46.811 a 42.163. Tradotto: meno arrivi ma anche meno giornate trascorse negli hotel della riviera. Dati alla mano, tenuto conto dei circa 1.330 posti letto su cui la città può contare e delle 17 strutture alberghiere, il tasso di occupazione è stato di 5,37 posti letto occupati in 365 giorni. Il tutto a beneficio degli altri esercizi che hanno invece fatto registrare un’impennata passando da 51.170 presenze e 9.524 arrivi del 2024 a 67.046 presenze e 12.289 arrivi del 2025. Basta ampliare l’arco temporale dell’analisi sui flussi turistici nei b&b e case vacanze o seconde case arrivando al 2020 per trovarsi di fronte ad un altro dato shock: le presenze in cinque anni sono addirittura quadruplicate. Nel 2020 erano infatti solo 17.810. La concorrenza di queste strutture può mettere a rischio la tenuta degli alberghi tradizionali? E’ la domanda che circola tra gli operatori del settore e su cui, si presume, anche l’Amministrazione comunale si sarà posta qualche dubbio.

A corroborare questo stato di incertezza per il sistema di accoglienza più tradizionale ma anche quello che ha visto chiudere negli anni storici hotel poi trasformati in condomini e mini appartamenti, arrivano i dati su base regionale. Dal 2019 al 2025 gli arrivi negli esercizi complementari delle Marche sono saliti da 790.591 a 1.258.634 erodendo quelli degli alberghi dove la crescita è stata più costante passando da 1.625.089 a 1.703.601. E le presenze? In calo per gli alberghi, tra il 2024 ed il 2025, di ben 160.ooo presenze. Un trend che fa paura e che spinge gestori e proprietari di alberghi ad interrogarsi sulle prospettive future dell’accoglienza anche a Porto San Giorgio. C’è chi forse non riaprirà più per la prossima stagione, stando ai rumors che circolano nel settore, chi non ha ancora riaperto nonostante i lavori, chi, ci dice qualche albergatore, sta valutando di cessare definitivamente l’attività per poi vendere l’immobile al costruttore di turno, previo cambio della destinazione d’uso. Soluzione su cui più di uno starebbe meditando anche se la strada non è poi così semplice visti i vincoli normativi e di prg che sovrintendono a questa possibilità.

 

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