Claudio Petrozzi

«Aumento del 7% dell’acqua: per le famiglie un rincaro fino a 40 euro all’anno. Sotto accusa le scelte dell’Aato e del presidente Vesprini». E’ quanto si legge in un comunicato stampa di Claudio Petrozzi (Centro Sangiorgese).

«Facciamo due conti sui dati reali delle bollette per comprendere l’impatto effettivo della recente delibera dell’Aato 5 Marche Sud. Per un nucleo tipo di 4 persone, la spesa annua per il servizio idrico – dichiara Petrozzi – si attesta attualmente intorno ai 530 euro. Con l’adeguamento tariffario del 7%, l’aggravio per i bilanci familiari sarà tangibile: se il rincaro verrà applicato unicamente sulle componenti variabili (escludendo la quota agevolata), l’aumento stimato sarà compreso tra i 30 e i 35 euro annui. Nel caso in cui il 7% venisse applicato in modo complessivo, la maggiore spesa salirà a circa 40 euro all’anno».

«In questo scenario, la spesa totale passerà da 530 euro a 560-570 euro annui. Mentre i cittadini continuano a fare i conti con la pressione fiscale e con i rincari generalizzati sul costo della vita, pesano politicamente le scelte amministrative che portano a questi adeguamenti tariffari. Sotto la lente della critica politica – rimarca Petrozzi – c’è in particolare il sindaco di Porto San Giorgio, Valerio Vesprini, nella sua veste di presidente dell’Aato (Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale): a lui e agli organi di governo dell’ente si imputa la responsabilità di decisioni che gravano direttamente sulle tasche delle famiglie. Ogni rincaro sulle tariffe dei servizi essenziali incide pesantemente sulla libertà di spesa dei cittadini. La tutela del consumatore e del contribuente esige massima trasparenza sulle componenti di costo, rigore nella gestione e un’inversione di tendenza rispetto a una politica basata sui continui aumenti».

 

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