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Vendita immobili e verde urbano, il Pd attacca:”Nessun progetto di sviluppo per la città”

FERMO - Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico alla maggioranza: "Spiace constatare che la trasparenza è l’ultimo dei pensieri di questa Amministrazione, come anche la capacità di programmazione e di discussione per tempo di questioni importanti che riguardano la nostra città"
sabato 30 luglio 2016 - Ore 14:10
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Minoranza consiglio comunale

Il gruppo consiliare del Partito Democratico interviene, dopo il consiglio comunale di giovedì scorso, in merito a quanto avvenuto in aula. “Tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio Comunale dell’altro ieri – spiegano i consiglieri Pd – vi era anche la delibera con cui la Solgas Immobili Srl avrebbe dovuto essere autorizzata alla vendita di alcuni immobili di sua proprietà, tra cui l’ex proprietà Santopaolo confinante con l’abside della chiesa di San Francesco. Si tratta di un immobile di enorme valore storico e culturale, sia perché corrispondente all’antica “Porta Marina”, la vecchia porta di accesso ad Est di Fermo che collegava Via delle Mura con Via Mameli, che per la presenza dei resti di mura romane perfettamente visibili.

Rappresentanti consiliari del Partito Democratico che sottolineano:”L’uso del condizionale è quanto mai appropriato perché dopo aver respinto con forza, solo 3 giorni prima durante la discussione del punto in Commissione bilancio, tutte le perplessità avanzate dall’opposizione circa la effettiva necessità e opportunità di vendere proprio un immobile acquisito al patrimonio pubblico solo nel 2004, così strategico in ottica di rilancio del complesso di Piazza Dante, con addirittura il Presidente Paci che ribadiva la forte volontà del Sindaco e della maggioranza di procedere in tal senso, proprio lo stesso Sindaco in apertura del Consiglio annunciava il ritiro dell’intero punto attinente le autorizzazioni alla vendita degli Immobili Solgas per maggiori approfondimenti. Certo, si sosterrà che cambiare idea è sempre possibile, ma ciò non toglie che questo modo di procedere svela in realtà quello che il Gruppo Consiliare del PD ha spesso evidenziato in Consiglio, vale a dire l’assenza di un vero progetto e di idee per lo sviluppo della Città. La maggioranza va avanti per tentativi in assenza di elaborazioni progettuali proprie. Perché la repentinità con cui si cambia idea, spesso solo in limine al Consiglio Comunale, significa che quella stessa idea non era propria, non era un intendimento elaborato e ragionato in seno alla maggioranza, che evidentemente sconta anche pesanti divisioni interne in merito a questioni decisive per lo sviluppo di Fermo”.

“Allo stesso modo – proseguono –  avrebbe dovuto comportarsi l’Amministrazione, a parere del gruppo Pd, con riguardo all’altro punto all’ordine del giorno relativo all’approvazione del Regolamento comunale del verde urbano. Si tratta di uno schema di regolamento predisposto interamente con delibera di Giunta regionale, nel luglio 2015 e che i comuni sono chiamati a recepire entro un anno dalla pubblicazione sul BUR. Ebbene in un anno di tempo il Regolamento non è stato mai oggetto di discussione tra le forze politiche comunali. Quasi alla scadenza del termine, dunque, e a poche ore dalla II Commissione del 26 luglio sono stati messi a disposizione i documenti ed il testo del Regolamento con la conseguenza che ogni approfondimento o possibilità di contributo è rimasto del tutto frustrato. Non è possibile andare avanti così! Per di più le scarne modifiche apportate dalla Amministrazione Calcinaro, lungi dall’essere calibrate alla realtà della nostra città, contribuiscono a creare confusione ed esporre i cittadini fermani a non lievi sanzioni”.

Da qui la conclusione: “Il Gruppo consiliare del Pd esprime inoltre il proprio dissenso e disappunto di fronte al contenuto dell’art. 4.2 con cui viene di fatto rimessa alla discrezionalità della Giunta la possibilità di sottoscrivere convenzioni per procedure di affidamento di cura del verde ad associazioni, comitati, etc., senza che vi sia un minimo di indicazione circa i parametri di scelta degli affidatari, il costo per il Comune, la necessità per questi di rispettare le normative sulla sicurezza sul lavoro ed infortuni, le professionalità dei soggetti affidatari anche per l’eventuale uso di pesticidi, e con pesanti ricadute in merito a potenziali responsabilità cui l’Ente stesso potrebbe rimanere esposto. Spiace constatare che la trasparenza è l’ultimo dei pensieri di questa Amministrazione, come anche la capacità di programmazione e di discussione per tempo di questioni importanti che riguardano la nostra città”.


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