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Quote rosa, Terrenzi duro su Tomassini e Tosoni: “Siete state licenziate dagli elettori”

SANT’ELPIDIO A MARE - Il primo cittadino risponde alle due rappresentanti della minoranza, evidenziando come nel ricorso al Tar le stesse si dichiarino "soggetti portatori di interesse qualificato a ricevere un incarico assessorile"
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“Monia Tomassini e Cristiana Tosoni ricorrono al Tar perché, e non sono io a dirlo ma è il loro stesso avvocato a farlo, interessate esse stesse a ricevere un incarico di assessore”. Agli occhi del sindaco Alessio Terrenzi non passano inosservati alcuni dettagli che emergono da un’attenta lettura del ricorso presentato al Tar dal Consigliere di minoranza Monia Tomassini e della Coordinatrice del Gruppo Democratici e Popolari Tosoni per il ripristino della parità di genere in seno alla Giunta comunale elpidiense.

Un ricorso che, come si legge, chiede l’annullamento e la sospensione del decreto con cui il Sindaco ha nominato l’attuale giunta nonché della relativa presa d’atto da parte del Consiglio Comunale della delibera di Giunta Comunale con cui si sono verificate le condizioni di eleggibilità.

“L’avv. Agostini lo scrive nero su bianco – incalza Terrenzi – quando sottolinea che le due ricorrenti sono soggetti portatori di interesse qualificato a ricevere un incarico assessorile. Per stessa ammissione dell’avvocato, indicato chiaramente nel ricorso presentato al Tar, dunque, le due ricorrenti sono titolari di un interesse pretensivo ad ottenere l’incarico di assessore comunale. Ma Agostini dice di più: scrive chiaramente che il provvedimento impugnato reca alle ricorrenti un pregiudizio grave e irreparabile, durante il tempo necessario a giungere ad una decisione di merito sul ricorso, visto che dal 20.06.2017 si consuma quotidianamente ed inesorabilmente l’interesse legittimo delle ricorrenti a ricevere esse stesse l’incarico assessorile. Non credo che serva che io dica di più. La solerzia nel ricorrere al Tar, senza attendere che il percorso avviato con le Consigliere di Parità della Regione arrivasse a termine così come loro stesse concordato, ha delle motivazioni ben chiare: vorrebbero essere scelte loro come Assessori, pertanto si sentono danneggiate! Ecco quale sarebbe, secondo loro, l’interesse della collettività! Bastava dirlo che volevano fare l’Assessore. Per chiedermelo non serviva di certo metterci l’avvocato anche se non so come avrebbero potuto farlo considerate le dimissioni della Tomassini nella precedente Amministrazione e la Tosoni all’epoca in cui era coordinatrice. Comunque, cara Monia e cara Cristiana, vi faccio presente che per fare l’assessore accanto al sindaco bisogna essere parte della coalizione vincente ma, soprattutto, ci deve essere il rapporto fiduciario con lui. Non funziona come nel lavoro dove per ottenere il reintegro si va in Tribunale. Voi siete state licenziate, concedetemi il termine, non dal datore di lavoro ma dai cittadini, dagli elettori che non vi hanno voluto al governo di questa Città quindi è inutile andare dal Giudice per rivendicare il vostro diritto ad essere reintegrate. Non è proprio così che funziona! Non posso non sottolineare, inoltre, la differenza di metodo adottata in merito a tale questione dalle Consigliere di Pari Opportunità e dai Democratici e Popolari: le prime ci hanno contattato e con loro ci si è confrontati per trovare una soluzione, seguendo un percorso che è attualmente aperto mentre i secondi scelgono la via del Tribunale: metodi che la dicono lunga sullo spessore di coloro con cui ci troviamo a trattare”.


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