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Forza Italia e il Controllo di vicinato: “Telecamere e sicurezza? A Terrenzi i conti non tornano”

SANT'ELPIDIO A MARE - Proposta del Coordinamento cittadino del partito che prevede la libera auto-organizzazione tra vicini di casa per esercitare una sorveglianza attiva dell'area intorno alle proprie abitazioni e degli spazi pubblici più prossimi
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Sgomberano subito il campo da facili incomprensioni: non si tratta di «ronde», non si tratta di vigilantes. “E’ un accordo di mutuo aiuto tra vicini di casa, uno scambio di informazioni tra cittadini dello stesso quartiere che possono diventare utili a tutta la città”. Forza Italia di Sant’Elpidio a Mare si fa carico della richiesta di sicurezza espressa dal territorio elpidiense: “la percezione di un sentimento di insicurezza da parte dei concittadini è aumentato”.

“Tutti i quartieri (Cascinare, Casette in modo particolare) vivono quotidianamente situazioni di disagio legate alla micro criminalità, allo spaccio di stupefacenti, ai reati contro il patrimonio – commentano dal Coordinamento comunale di Forza Italia -. Che senso ha fare sacrifici per avere una casa, voler vivere la comunità della propria città, se si deve aver paura di mettere il naso fuori dalla porta? Oltre al timore, al senso di insicurezza, si avverte il bisogno di restare in casa quasi a dover ‘presidiare il forte’.

L’Amministrazione Terrenzi ha fatto l’equazione Telecamere = Sicurezza… è evidente che i conti non tornano. Da qui la nostra proposta volta a rilanciare l’idea di solidarietà civica. Di cosa si tratta? Il Controllo di Vicinato è una proposta, di origine anglosassone, che prevede la libera auto-organizzazione tra vicini di casa per esercitare una sorveglianza attiva dell’area intorno alle proprie abitazioni e degli spazi pubblici più prossimi, per prevenire il verificarsi di furti negli appartamenti, di truffe e di altri eventi di microcriminalità (graffiti, scippi, vandalismi, eccetera) attraverso la tempestiva segnalazione (grazie alla quotidiana tecnologia di uno smartphone) ai vicini e alle forze dell’ordine: le uniche deputate ad intervenire.

Chiaramente questo è solo il primo passo, altre misure possono essere adottate come ad esempio un fondo spesa per contribuire alla dotazione di impianti di sicurezza privata (impianti di allarme) e la stipula di una assicurazione collettiva. L’assicurazione collettiva è un’operazione a costo “zero” per le casse comunali: l’Amministrazione avrebbe solo il ruolo di intermediario tra i cittadini e il broker al fine di concentrare le polizze ottenendo i migliori servizi al minor costo. Sia chiaro che queste proposte sono complementari e non sostitutive all’operato delle forze dell’ordine che agiscono sul territorio comunale, la cui azione deve essere sostenuta con forza”.


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