La grande famiglia de Il Ponte:
esperienza tra guardaroba e cucina
per i giovani dell’Acr di Ponzano

FERMO - Appena arrivati i ragazzi hanno consegnato alla responsabile e ai volontari presenti i vestiti e giochi per bambini che tutta la comunità di Ponzano ha raccolto fino alla sera del Giovedì Santo e voluto donare all'associazione

Giovedì 29 e venerdì 30 marzo: due date che i giovani dell’Azione Cattolica dei Ragazzi di Capparuccia e Ponzano di Fermo non dimenticheranno tanto facilmente. Sono i primi due giorni delle vacanze di Pasqua e anziché rimanere a dormire fino a tarda mattinata, i ragazzi del terzo anno di Acr hanno deciso di fare qualcosa di alternativo, mai provato prima, vivendo un’esperienza significativa presso Il Ponte, associazione che aiuta le persone in difficoltà sociali ed economiche.

“Appena arrivati – raccontano – abbiamo consegnato alla responsabile e i volontari presenti i vestiti e giochi per bambini che tutta la comunità di Ponzano ha raccolto fino alla sera del Giovedì Santo e voluto donare. Ci hanno accolto mostrandoci la struttura e le sue diverse funzionalità a disposizione degli ospiti: il guardaroba, la cucina e le docce”.

Per iniziare la giornata di servizio, i giovani si sono divisi tra il guardaroba e la cucina.“Chi di noi è stato nella zona chiamata guardaroba ha piegato e diviso per età e per sesso i vestiti donati dalle persone, mentre chi era in cucina ha preparato i pacchetti alimentari d’asporto e il pranzo. Finita la mattinata di lavoro, abbiamo pranzato insieme agli ospiti della struttura e ai volontari… ci siamo resi conto che quest’associazione è come una grande famiglia! Abbiamo incontrato alcune delle tante persone che mangiano lì (circa 20.000 pasti l’anno) e parlandoci abbiamo conosciuto alcune delle loro storie di vita, che ci hanno impressionato e commosso. Finito il pranzo, ci siamo concessi un momento in cui è stato possibile dialogare con i volontari: pensare che giornalmente mettono a disposizione il loro tempo libero per loro, è stato un ottimo tema su cui riflettere, perché lo si fa con dedizione, voglia di mettersi a disposizione, avendo la certezza che quanto fatto vale molto per chi è dall’altra parte. Ci siamo infine dedicati alle pulizie: cucina e sala da pranzo devono essere splendenti, perché nell’indomani altri volontari e probabilmente anche gli stessi, devono mettersi a lavoro per una nuova giornata”.

Immancabili le riflessioni una volta usciti dalla sede de Il Ponte.“Questa esperienza ci ha insegnato che ci sono persone più bisognose di noi, per questo dobbiamo cercare di aiutarle nel migliore dei modi. Sicuramente dopo queste giornate sapremo piegare meglio i panni grazie a Bruna e la sua innata precisione che insieme all’altro personale volontario e ai ragazzi del servizio civile quotidianamente catalogano ciò che viene portato loro e metterlo a disposizione, secondo specifici criteri, a chi ha necessità. Lavoro impegnativo questo, soprattutto in questo periodo di cambio di stagione. Sapremo sbucciare le patate e pulire perfettamente la cucina grazie a Laura e le altre ragazze e ragazzi della cucina. Il tutto sotto l’occhio vigile e attento della responsabile Piera, che dopo la frenetica mattinata, si vuole godere il meritato pranzo, non riuscendoci sempre, perché la vivacità di tutti rende anche il pasto molto frenetico”.

Un’esperienza, quindi, molto significativa per questi giovani. “Ci rimarrà anche il dinamismo presente – concludono – perché avere la giusta dinamicità permetterà anche a noi, partendo dalle piccole faccende di casa che spesso ignoriamo, di aiutare, collaborare ed essere veramente attori e protagonisti di noi stessi”.


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