
Prosegue il giro nei quartieri del Laboratorio Civico Pse di Alessandro Felicioni. Numerose le presenze, ieri sera a Marina Picena, per la sua seconda assemblea pubblica, dopo quella della scorsa settimana in centro. “Una grande partecipazione di buon auspicio ed un segno tangibile della voglia di cambiamento della cittadinanza e della voglia di conoscerci – sottolinea il candidato sindaco – grazie a Massimo Massi e ai ragazzi dell’associazione di quartiere per l’accoglienza e la disponibilità. Marina Picena rappresenta un modello del ruolo dell’associazione di quartiere: non solo collante tra cittadini e amministrazione, ma anche volano virtuoso di educazione civica, di senso di appartenenza e di vicinanza tra gli abitanti. La presenza di giovani nel direttivo, a garanzia del ricambio generazionale è fondamentale”.
Per il quartiere il Laboratorio Civico si è concentrato in particolare su Villa Baruchello e Pineta. “Abbiamo chiaro un intervento per utilizzare i fondi del Cipe che sono stanziati per la villa, ma vanno incamerati solo in presenza di un valido progetto. Sulla scia dell’entusiasmo generato dalle ricerche del prof. Tombolini, vogliamo creare un museo archeologico, valorizzando i reperti presenti alla torre dell’orologio e quelli stipati al Museo archeologico regionale, in Ancona. La villa è il luogo naturale giacché a poche centinaia di metri, sulla collina di Fonteserpe, sono stati ritrovati durante gli scavi i resti di alcune capanne della civiltà villanoviana”.
Felicioni denuncia lo stato di abbandono di Villa Baruchello “fatti salvi interventi pre-elettorali dell’ultima ora” e punta ad iniziare dal ripristino dei luoghi. “L’idea è quella di un polo museale e culturale con tutti i servizi accessori (bar, negozi di souvenir, ecc.) che possa costituire una delle scintille in grado di riattivare il paese. Una sorta di Centre Pompidou su scala locale”. Tra gli obiettivi una migliore gestione economica del bene, con i proventi dell’usto della villa da destinare alla sua manutenzione, anche attraverso una fondazione o ente appositamente creato.
Sulla pineta Felicioni punta ad “un piano di manutenzione regolare ed efficace, riqualificarne l’arredo urbano, l’illuminazione e permettere un facile raggiungimento da tutte le zone strategiche vicine. In particolare a sud, dove scarseggiano i parcheggi, sarebbe opportuno implementare i sottopassi pedonali esistenti per favorire il parcheggio ad ovest della ferrovia”. Si punta anche ad un piano di riqualificazione della scuola primaria, per eliminare il degrado dello spazio esterno, la chiusura del secondo piano causa sisma e la presenza di processionarie in giardino. Non si esclude l’uso del palasport di via Ungheria per sopperire all’inadeguatezza della palestra.
Scintille nel finale di serata, con l’intervento dell’amministratore delegato di Ecoelpidiense Mauro De Angelis, che dopo l’incontro dei civici di lunedì scorso, ha tenuto a chiarire che la società svolge il proprio servizio con regolare convenzione con il Comune di Porto Sant’Elpidio. “Gli introiti da questa percepiti dal Comune – spiega Felicioni – sono nell’ordine dei 2 milioni di euro annui. In verità nella delibera del Consiglio Comunale del 31 gennaio 2018 il piano tariffario per la determinazione della Tari quantifica le voci attribuite al servizio della Ecoelpidiense in 3.620.000. Se così non fosse, si tratterebbe di un errore commesso nella stesura del documento ufficiale. Errore peraltro eventualmente riferito solo al destinatario delle somme e non al loro ammontare. Posso capire l’importanza del chiarimento da parte della società, ma l’osservazione va mossa, semmai, al Comune. Quanto alla convenzione, va precisato che l’Ecoepidiense opera in virtù di un accordo transattivo che ha prorogato fino al 2020 la concessione in scadenza del 2010. In sostanza nel 2010 il servizio continuò ad opera dell’Ecoelpidiense senza soluzione di continuità e senza alcuna procedura competitiva. Il problema sta nel fatto che nel 2009 il comune ha venduto le quote della società (43%) valorizzandole nel presupposto che la convenzione durasse un solo ulteriore anno. Sulla base dello stesso presupposto è stata svolta la procedura competitiva che andò deserta. Subito dopo la cessione delle quote è stato stipulato l’accordo transattivo che rinnovava automaticamente alcune concessioni fino al 2020. Nessuno discute la legittimità e la bontà del servizio offerto dalla Ecoelpidiense, realtà importante del paese – specifica infine Felicioni – si critica, ancora una volta, il comportamento dell’amministrazione nella gestione di una risorsa importante per Porto Sant’Elpidio”. Il Laboratorio Civico farà tappa giovedì sera all’associazione di quartiere Fonte di Mare, all’ex scuola, alle 21.15.
















