Ricambio generazionale, innovazione, formazione e valorizzazione del capitale umano. Sono stati questi i temi al centro dell’assemblea pubblica di Confindustria Fermo, ospitata ieri pomeriggio a Villa Lattanzi e intitolata “GenerAzioni – Chi genera valore, costruisce il futuro”, appuntamento che ha segnato il debutto pubblico della nuova presidente Elisabetta Pieragostini, chiamata a tracciare la rotta dell’associazione per il prossimo quadriennio.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali portati dal sottosegretario all’economia Lucia Albano, il Prefetto di Fermo Edoardo D’Alascio, l’assessore regionale Paolo Calcinaro, il presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi, il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabbatini, il direttore della Carifermo Ermanno Traini. In sala anche le più alte cariche militari del Fermano.
La seduta si è aperta ufficialmente con la relazione del presidente uscente Fabrizio Luciani, che ha ripercorso l’attività svolta durante il mandato chiamando anche sul palco Pieragostini per un simbolico passaggio di consegne, prima di lasciare spazio a una tavola rotonda dedicata alle esperienze imprenditoriali femminili. Protagoniste Beatrice Beleggia (Bros Manifatture e Presidente della sezione Giovani di Confindustria Fermo), Jessica Silenzi (Asso Group) e Lucilla Steca (Steca), che hanno raccontato percorsi aziendali differenti ma accomunati dalla capacità di innovare senza perdere il legame con il territorio; incontro moderato dal vicedirettore de Il Resto del Carlino, Valerio Baroncini.
Momento centrale della serata l’intervista al direttore generale di Confindustria Maurizio Tarquini, che ha offerto una riflessione sulle prospettive del sistema produttivo nazionale, soffermandosi sulle sfide legate alla competitività, alla transizione digitale, all’intelligenza artificiale e alla necessità di investire sulle competenze per sostenere la crescita delle imprese: «Viviamo un’epoca particolare rispetto a quelle conosciute precedentemente ma abbiamo la fortuna di vivere in un posto meraviglioso. Facciamo le cose meglio degli altri perché siamo circondati dalla bellezza con un’incredibile concentrazione di diversità in uno spazio così piccolo come l’Italia. Convivere in Europa è una necessità e senza di essa saremmo morti. Ma la convivenza non è semplice per le diverse caratteristiche e gli interessi dissimili. Le Confindustria italiana, spagnola, tedesca e francese hanno redatto un documento comune per rivedere i meccanismi su Eps ed emissioni di carbone. Ricordo che nel 1987 abbiamo votato “no” al nucleare anche sulla scia di Chernobyl ed anche io votai no. Ma adesso dobbiamo fare marcia indietro perché ci siamo resi conto che è necessario. Compriamo energia elettrica da fonti nucleari dalla Francia con centrali a 10km dal confine transalpino ma anche sloveno. E’ un controsenso. A noi serve maggiore autonomia e non possiamo risolvere il problema con eolico e fotovoltaico. I dati ci dicono che gli italiani sono favorevoli quindi si può fare. Quando faremo questo passaggio potremo sganciarci dall’acquisto di energia ai prezzi del gas. Questo è il vero problema attuale».
A chiudere l’assemblea, l’atteso intervento della neopresidente Elisabetta Pieragostini, che ha delineato le priorità del proprio mandato partendo dalla consapevolezza delle profonde trasformazioni che stanno interessando il mondo dell’impresa. «E’ un grande onore ma anche una grande responsabilità assumere la presidenza di Confindustria Fermo, ringraziando innanzitutto per la fiducia che mi è stata accordata, pienamente consapevole che questo ruolo appartiene non a me ma ad un’intera comunità imprenditoriale».
«Viviamo un tempo in cui fare impresa – ha aggiunto la presidente – è diventato sempre più complesso. Per questo Confindustria deve diventare un luogo capace di anticipare il cambiamento e trasformare le difficoltà in opportunità di crescita. Per continuare a essere competitivi dobbiamo investire sulle persone, sulla formazione, sull’innovazione e sulla capacità di fare rete».
Sfide che passano inevitabilmente dalle persone, dagli imprenditori, dalle nuove generazioni: «Il capitale umano sarà la vera sfida dei prossimi anni: dobbiamo avvicinare i giovani al mondo dell’impresa e valorizzare le professioni tecniche e manifatturiere rafforzando il dialogo con scuole, università e Its, valorizzando le professioni tecniche e manifatturiere, sostenendo la formazione continua come leva strategica della competitività».
L’occhio e il cuore, poi, vanno alla produttività del Fermano e nel Fermano, in senso stretto: «La manifattura continua a rappresentare innovazione, tecnologia, creatività e qualità. È una parte fondamentale dell’identità del nostro territorio. Il compito di Confindustria non è soltanto difendere gli interessi delle imprese, ma contribuire alla costruzione del futuro del Fermano. I tre valori che guideranno il mio mandato sono fiducia, coraggio e responsabilità».






















