di Marco Pagliariccio

Contenzioso in vista per il Comune, che il 30 marzo scorso si è visto recapitare un decreto ingiuntivo da 10.387,52 euro (più interessi e spese di procedura) dal Tribunale civile di Fermo. Promotore del ricorso la Banca Farmafactoring, che batte cassa a fronte di fatture emesse nel 2017 e non pagate per il servizio di accertamento, liquidazione e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità, dei diritti sulle pubbliche affissioni e del servizio delle pubbliche affissioni. Attività che erano state affidate dall’ente alla ditta Mazal Global Solution, subentrata a sua volta alla Aipa.
Secondo quanto riportato nella delibera di giunta con la quale il Comune formalizza la sua opposizione al decreto, La Mazal Global Solution si è occupata nello scorso anno della riscossione dei tributi di cui sopra, con un preciso accordo: l’impresa avrebbe introitato il 31,32% di quanto riscosso, mentre il restante sarebbe passato al Comune, che però si riservava un minimo garantito annuo non inferiore a 39.007 euro.
“Nell’atto ingiuntivo si parla di ripetuti solleciti che, tuttavia, non trovano riscontro negli atti di protocollo dell’ente – scrive la giunta nella delibera della scorsa settimana – mentre all’unico sollecito effettivamente pervenuto, datato 22 marzo 2018, questo ente ha risposto con nota del 5 aprile ribadendo gli accordi contrattuali per i quali il pagamento dell’aggio era ed è, comunque, subordinato all’effettivo incasso da parte del Comune del predetto minimo garantito. Tant’è che il pagamento delle fatture dell’anno 2016 non è stato più richiesto né sollecitato dalla Banca Farmafactoring”.
Ad oggi risultano incassati, nell’anno 2017, per i servizi di cui sopra, 34.249,25 euro dalla ditta Mazal Global Solution e 7.073,06 euro dall’Andreani Tributi, nuova affidataria del servizio in argomento dal 5 agosto scorso, per un totale complessivo, riferito all’anno 2017, pari ad 41.322,31 euro. Pertanto, il Comune sarebbe tenuto a pagare la differenza tra quest’ultima cifra e il tetto dei 39.007 di cui sopra, ovvero 2.315,31 euro. Ma qui sorge un altro inghippo: dato che nel 2017 si sono succedute due ditte nel servizio di riscossione, come fissare quale quota di questa cifra destinare alla Mazal Global Solution e quale alla Andreani Tributi? Secondo il Comune, il criterio più ragionevole è quello della proporzionalità. In base alle cifre di cui sopra, alla Mazal Global Solution il Comune riterrebbe quindi di dover versare “solo” 1.919 euro. Una bella discrepanza rispetto agli oltre 10 mila euro chiesti in giudizio dalla Banca Farmafactoring. La palla passerà al Tribunale civile di Fermo, che dovrà quindi dirimere la questione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA