Quando i siti internet e le pubblicazioni compilano le liste di registi femminili che lavorano abitualmente, talvolta tralasciano la formidabile Lynne Ramsey. La Ramsey dal suo debutto nel 1999 (Ratcatcher – Acchiappatopi) ha realizzato una manciata di film ma si può sempre contare su di lei quando si parla di sfide e sorprese. Non c’è da stupirsi di questo, visto il suo stile in contrapposizione con quello della maggior parte delle sue colleghe. Lei è in una lista a parte.

Prima che Bryan Singer trasformasse il Wolverine della Marvel in un australiano bello, alto e squattrinato, il killer dei fumetti era una assassino tarchiato e con un codice morale. Era il meglio in quello che faceva, anche se ciò che faceva non era molto bello. Su questo filone, la Ramsey ha “nascosto” quella visione di Wolverine all’interno di un dramma di crimine e suicidio, e da qui nasce l’inquietante thriller “A Beautiful Day – You Were Never Really Here”, tratto da un racconto di Jonathan Ames.

Joaquin Phoenix interpreta Joe, un veterano militare infastidito che si guadagna da vivere salvando e restituendo ragazze scomparse. Attraverso flashback sobri ed eleganti viene dipinto con precisione come Joe sia diventato così tragicamente senza scrupoli, ma anche perché sia molto più che un semplice esecutore.

Quando gli viene assegnato il compito di trovare Nina (Ekaterina Samsonov), la figlia di un senatore rapita e usata come giocattolo sessuale per ricchi e depravati, egli finisce per trovare una sorta di redenzione.

L’essenza della grande performance di Phoenix passa attraverso il bagliore semitrasparente dei suoi occhi, quasi come se un filo di elettricità gli scorresse sotto la pelle. Il personaggio è silenzioso, svuotato, con una barba grigiastra e cicatrici sulla parte superiore del corpo, ma ha un talento nel ferire la gente e combattere, grazie al suo passato nell’FBI e nella marina. Tutto questo complesso quadro personale è in buona parte influenzato dagli orribili abusi subiti dal padre defunto.

La colonna sonora, snella ed espressiva dei Radiohead, è già intensa di per sé: se l’odore della gomma bruciata avesse un suono, sarebbe questo.

A Beautiful Day è un film impegnativo ma non eccessivamente spericolato, in un percorso psicologico che cala gli spettatori all’interno della storia.

 

di Eraldo Di Stefano

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