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Crollo Montani, i giovani di Fratelli d’Italia:
“Perché dopo solo un anno dalle valutazioni di agibilità, il tetto crolla?”

FERMO - "Poco più di un anno fa ogni istituto scolastico di qualunque grado è stato valutato da tecnici nel post terremoto. Il Montani ha subito in quella circostanza dei lavori di ristrutturazione. Cosa è successo lunedì mattina? Perché dopo solo un anno dalle valutazioni di agibilità, il tetto crolla sopra i banchi di scuola?"
mercoledì 16 maggio 2018 - Ore 12:36
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Valentina Sabelli

Anche Gioventù Nazionale, movimento giovanile di  Fratelli d’Italia, attraverso il portavoce provinciale Valentina Sabelli, interviene sul crollo che ha interessato l’Itis Montani nella mattinata di lunedì. “Ho letto svariate ipotesi e molte giustificazioni. Da ex studentessa del Montani, conosco alla perfezione ogni suo corridoio e ricordo ogni sua stanza – spiega la Sabelli –  Per quattro anni ho vissuto quella scuola da Presidente del comitato studentesco, con un’intensità diversa da quella di tutti gli altri studenti. Ho percorso milioni di volte quei padiglioni ed altrettante volte salito e sceso le infinite scale che collegano i piani di uno dei palazzi più affascinanti del centro storico della nostra città. Se è vero che lo stabile che ospita parte del triennio è una sede storica, che la classe che ha subito il crollo prevedeva l’assenza dei ragazzi in quanto impegnati nell’alternanza scuola lavoro, è pur vero che alcune domande sorgono spontanee. Sono sufficienti queste giustificazioni? Possiamo definirle tali?”.

Sabelli che spiega: “Poco più di un anno fa ogni istituto scolastico di qualunque grado è stato valutato da tecnici nel post terremoto. Il Montani ha subito in quella circostanza dei lavori di ristrutturazione. Cosa è successo lunedì mattina? Perché dopo solo un anno dalle valutazioni di agibilità, il tetto crolla sopra i banchi di scuola? Questa volta la tragedia è stata sfiorata, visto l’orario del crollo avvenuto circa 45 minuti prima della campanella, ma non è ammissibile che nel 2018 proprio nei luoghi dove cresce il futuro dell’Italia si verifichino tali episodi. Non è concepibile mettere padri e madri nella condizione di aver timore nel sapere i propri figli a scuola, o per un lavoratore (insegnanti, dirigenti, personale ata e chiunque lavori in una scuola) non sentirsi al sicuro sul proprio posto di lavoro. Non è tollerabile che succeda in una città già vessata dal terremoto e che ha visto susseguirsi controlli che hanno determinato l’agibilità dello stesso plesso. Come rappresentante di Gioventù Nazionale voglio esprimere il nostro più profondo disappunto per l’accaduto e garantire il nostro sostegno ai genitori, ai lavoratori e a tutti quei ragazzi che vogliono vederci chiaro su questa storia e che reclamano la tranquillità di vivere strutture sicure.”


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