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Lampade votive, l’affondo di Agostini:
“Dal Comune chiedono di pagare
due volte la stessa cosa? Gravissimo”

PORTO SAN GIORGIO - Il consigliere civico di opposizione: "Nella specie si chiedono 25,29 euro per non avere pagato le luci votive 2013 per euro 19,02, ma il diffidato cerca che ti cerca riesce nell’impresa di ritrovare tra tante scartoffie il bollettino comunale di pagamento eseguito presso Poste Italiane"
giovedì 17 maggio 2018 - Ore 15:11
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Andrea Agostini

“Cosa pensi di chi ti chiede due volte di pagare la stessa cosa? Male. E di chi ti dice di avere verificato e quindi di avere constatato che non hai pagato il dovuto e lo pretende con formale diffida di pagamento aggiungendo interessi e spese? Peggio. E se a fare tutto ciò è l’ente pubblico che più ti rappresenta, quello più vicino e quindi maggiormente preposto a curare i tuoi interessi? Malissimo”. Un preambolo velenoso, quello del consigliere civico Andrea Agostini per arrivare poi al dunque, al nocciolo della questione: “E’ quello che accade a Porto San Giorgio con l’ufficio tributi. Nella specie si chiedono 25,29 euro per non avere pagato le luci votive 2013 per euro 19,02, ma la signora diffidata, cerca che ti cerca riesce nell’impresa di ritrovare tra tante scartoffie il bollettino comunale di pagamento eseguito presso Poste Italiane.
Per legge il contribuente deve conservare la prova dell’avvenuto pagamento delle utenze nei limiti del periodo di prescrizione, cinque anni, pena il dover pagare una seconda volta se, richiesto, non riesce a dare prova dell’avvenuto pagamento. Ma quante persone realmente conservano per cinque anni un bollettino di pagamento di luci votive di 19 euro?
Possibile che un Comune non abbia traccia contabile dei pagamenti che riceve sui propri bollettini? Trattandosi di somme minime piuttosto che perdere mezza giornata in ricerche dagli esiti incerti, quanti preferiscono pagare e quanti addirittura sono costretti a un nuovo esborso per non avere saputo conservare e ritrovare la prova di quel ‘maledetto’ pagamento che chiaramente ci si ricorda in famiglia di avere effettuato?
Siamo in presenza dell’ennesima manovra finanziaria sulle luci votive, che segue quella della scorso anno quando si chiese il pagamento di crediti prescritti. Manovra che fa il paio con altre come quella sulla tassa rifiuti.
Infatti dopo avere invitato nei mesi scorsi i cittadini ad autodenunciarsi a seguito di contestazioni di immobili di cui addirittura non si è mai stati proprietari – continua il consigliere –  in questi giorni sono arrivati i bollettini di pagamento 2018 divisi in 3 rate, fine maggio, luglio, settembre, rate diverse da quelle 2017 che avevano scadenza fine settembre, ottobre, novembre.
Insomma stessa cittadina a economia balneare vede a settembre di quest’anno la tassa rifiuti pagata quando invece a settembre dello scorso anno la tassa rifiuti era ancora da pagare: anomalia che forse fa il paio con i semafori intelligenti sospesi durante la campagna elettorale 2017?
Comunque i sangiorgesi credettero nella buona fede dei governanti e premiarono il buon governo dei loro interessi confermandone il mandato. Dubitare della buona fede di chi si conosce è sempre spiacevole, quindi escludiamo il dolo, ma un pochino di colpa? L’incompetenza di chi in barba al principio costituzionale di buon andamento della Pubblica Amministrazione afferma di avere controllato e diffida a pagare una seconda volta lo stesso servizio già pagato?
Oggi pagherò l’intero della Tari 2018 avendo ben cura di conservare per i prossimi 5 anni il bollettino perché fidarsi è bene, ma con questo comune non fidarsi è meglio.


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