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Stato di salute degli animali dei Sibillini,
patto-studio tra Parco
e Istituto zooprofilattico

SIBILLINI - Avviata una collaborazione tra Parco Nazionale dei Monti Sibillini e Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Umbria e Marche per una verifica sullo stato di salute delle popolazioni animali selvatiche e domestiche
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Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Umbria e Marche (IZSUM) hanno sottoscritto un importante accordo triennale con l’obiettivo di approfondire ed implementare lo scambio delle reciproche conoscenze sullo stato sanitario delle popolazioni animali selvatiche e domestiche nel territorio di competenza del Parco. “Il patto – fanno sapere dal Parco – nasce dalla consapevolezza di quanto sia importante una conoscenza puntuale ed aggiornata sulla situazione sanitaria degli animali, che può condizionare il delicato equilibrio del circuito “animale selvatico/animale domestico/uomo” con particolare riferimento alla salute ed al benessere.
Il Parco da anni, nelle sue aree più centrali, è impegnato in programmi di profilassi per il miglioramento della gestione sanitaria degli animali domestici sintopici, ossia che possono avere occasione di contatto con animali selvatici, finalizzati alla conservazione in primis di specie animali di interesse comunitario come il camoscio appenninico, tuttavia ancora mancava un piano organico di sorveglianza sanitaria per la fauna e di interfaccia (selvatico/domestico/uomo) nel territorio di competenza.
Per il Parco questa collaborazione concorrerà al perseguimento di finalità proprie della L. 394/91 per le Aree Protette e previste anche nello statuto dell’Ente relativamente alla “conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale”, ma rappresenterà anche un vantaggio concreto per le attività economiche tradizionali con particolare riferimento a quelle zootecniche e agroalimentari che potranno avvalersi di un conforto scientifico di altissimo livello.
Non solo: l’accordo rappresenta l’occasione per chiedere agli abitanti del territorio di collaborare, come avviene ed è avvenuto in molte altre occasioni e per altri aspetti, segnalando eventuali problematiche sanitarie o presunte tali che potrebbero essere valutate ed approfondite congiuntamente dai due enti fatto salvo il coinvolgimento dei competenti uffici territoriali delle ASUR con cui da sempre vi è una fattiva e proficua collaborazione”.


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