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Pentastellati, strada in salita per la ‘reunion’
Due meet up in città?

PORTO SAN GIORGIO - La nascita ufficiale del meet up 5.0 a Porto San Giorgio non basta a fare luce sulle dinamiche interne al movimento, ad un anno esatto dalla debacle elettorale dei 5 Stelle nella cittadina rivierasca.
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di Sandro Renzi

La nascita ufficiale del meet up 5.0 a Porto San Giorgio non basta a sciogliere alcuni nodi  sulle dinamiche interne al movimento, ad un anno esatto dalla debacle elettorale dei 5 Stelle nella cittadina rivierasca. Alla presentazione del nuovo gruppo, lo scorso 8 giugno, mancava all’appello quasi tutta la vecchia guardia, a partire dal candidato sindaco Giacomo Fileni o dell’altra candidata, Antonella Capriotti, che aveva partecipato alla corsa per la poltrona da primo cittadino cinque anni prima. Quasi tutti quelli che avevano, in buona sostanza, creato il precedente meet up e, ottenuta la certificazione, partecipato alle elezioni amministrative. Assenze non certo casuali. E neanche passate inosservate.  Segno che anche all’interno del movimento si sono consumate aspre battaglie intestine già all’indomani del risultato elettorale, alla ricerca dei papabili responsabili di un inatteso insuccesso. Il nuovo meet up, oltre ad alcune new entry, riunisce intorno al simbolo alcuni attivisti che avevano assunto una posizione piuttosto critica nei confronti dei precedenti “vertici”, al punto che qualcuno aveva optato per uscire dal movimento, non condividendone più la linea politica. Perché di politica, comunque, si parla.

Ora i pentastellati sangiorgesi sono alla ricerca di una loro identità, tentando di “mediare” con una parte della “vecchia guardia”. Secondo indiscrezioni e voci di corridoio, però, i tentativi in atto per ricomporre le frattura non sembrano aver ancora sortito successi. Operazioni che si stanno trascinando già da qualche mese. Che la strada sia tutta in salita lo confermerebbe pure il fatto che, la copresenza in occasione della presentazione del meet up 5.0 di Porto San Giorgio del sen. Sergio Romagnoli (quest’ultimo eletto in un collegio del nord delle Marche) e della candidata sindaco dei 5 Stelle a Porto Sant’Elpidio, abbia sollevato qualche perplessità, per usare un eufemismo, tra gli storici attivisti che lo hanno interpretato come un tentativo di “rompere” con il passato. Lo stesso a cui però strizzano ancora l’occhio. Da qui a quattro anni, quando si tornerà a votare per le comunali, di tempo a disposizione per organizzarsi ce n’è. Gli attivisti lo sanno, ma i margini di manovra non sono poi così ampi. Il rischio, allora, è che i pentastellati possano addirittura “duplicarsi”, con l’inevitabile conseguenza di avere due meet up e quindi due liste invece di una a concorrere per il governo della città. Un quadro politico che complicherebbe  più che altro il futuro dei 5 Stelle a Porto San Giorgio.


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