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Città dei Sibillini,
Montefortino si smarca:
«No alle fusioni per fame»

UNIONE - Il sindaco Domenico Ciaffaroni spara a zero sull'ipotesi della fusione con Comunanza e Amandola: «Per un tozzo di pane ci si vende la dignità»
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Domenico Ciaffaroni

 

di Maria Nerina Galiè

«Per un tozzo di pane ci si vende la dignità», sentenzia Domenico Ciaffaroni, sindaco di Montefortino, sentito in merito alla fusione tra Comuni che dovrebbe dare origine alla Città dei Sibillini.
Per contestualizzare, è d’obbligo un breve riepilogo. Dopo due anni di latenza causa terremoto, si è riaccesa l’idea di fondere i Comuni di Amandola e Comunanza, pionieri di un ente più grande che nel tempo avrebbe annesso anche Montefortino, Montemonaco, Smerillo e Montefalcone.

Il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni di recente ha riproposto la cosa al collega di Amandola Adolfo Marinangeli che però ha chiaramente lasciato intendere di non essere interessato. Riccardo Treggiari, ex sindaco di Amandola, ha riattivato il movimento a favore, fondato il 20 maggio del 2016. Ciaffaroni sullo scranno del Municipio di Montefortino dal 1995 dice la sua e senza mezzi termini: «Non credo alle fusioni per fame. Abbiamo Comuni che affondano le loro radici nella storia ed ai quali adesso, dopo 10 anni di tagli, si fa intravvedere il miraggio di risorse aggiuntive se formano un unico organismo. Le fusioni sono processi estemporanei che partono quasi sempre da situazioni finanziarie disastrose. Ritengo piuttosto necessaria la riforma degli enti locali e che vada ridato ai Comuni il ruolo importante e determinante che meritano. Qualcuno deve assumersi la responsabilità della riforma costituzionale e quindi della valorizzazione degli enti comunali».

 


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