
di redazione CF
“Lavoriamo con un revolver puntato alla tempia, una roulette russa”. E’ la denuncia –segnalazione di Marco Serafini, rsu Usb Steat, e di Andrea Matè, coordinatore provinciale Usb. Il nodo? Semplice, il transito dei mezzi del trasporto pubblico davanti alla stazione ferroviaria di Porto San Giorgio. Che potesse rappresentare un problema per gli autisti degli autobus, e per i pedoni, lo si sa da tempo, già da quando fu presentato il progetto. Ma tutti, a partire dagli autisti stessi, sanno che, per viabilità e conformazione urbanistica, a Porto San Giorgio è davvero difficile trovare un’alternativa.
“Ma pensiamo sia un nostro diritto – specificano Serafini e Matè – rappresentare un problema che viviamo quotidianamente. Il giovedì e, d’estate, la domenica, poi non ne parliamo. Sono giorni di mercato e le persone ci sbucano davanti. Non vi raccontiamo le loro facce quando si trovano a pochi centimetri dai nostri autobus, soprattutto quelle dei turisti. Per loro è impensabile che in una zona pedonalizzata come dovrebbe essere piazza Matteotti, transitino gli autobus.

E a volte rischiamo anche il linciaggio. Stiamo parlando per tutelare la sicurezza nostra, perché se investiamo qualcuno rischiamo il ritiro della patente, e noi ci lavoriamo, e dei passanti. Sì, c’è un segnale con delle lampade, e dei dissuasori a cubo. Ma chi non sa che davanti alla stazione il transito del trasporto pubblico è consentito, rimane allibito. Il problema lo viviamo tutto l’anno. Ma abbiamo deciso di manifestarlo ora per senso di responsabilità, a stagione estiva finita. Noi siamo a disposizione per trovare una qualsiasi altra soluzione alla circolazione. Sappiamo che non è facile, ma dobbiamo provarci. E vorremmo che si iniziasse a lavorare sul problema da subito, per arrivare alla prossima estate con qualcosa di concreto in mano. Purtroppo tante amministrazioni hanno, in campagna elettorale, promesso di voler valorizzare il trasporto pubblico. Allora iniziamo a farlo”.

Una foto scattata da un sangiorgese dall’interno di un autobus
Problema nel problema. “Non solo davanti alla stazione passiamo con gli autobus, ma lavoriamo anche a doppio senso di marcia, sia da viale Cavallotti che da via Crispi. E non sapete quante volte ci sfioriamo tra autobus, in una strada che è al limite di spazi. A volte siamo costretti a superare le fermate per far scendere o salire i passeggeri. E questo, si sa, è un rischio per tutti. Con la prossimità delle case, alle fermate ci viene chiesto di spegnere i motori dai residenti. Ma sapete cosa diventano d’estate gli autobus per i passeggeri, con i motori e quindi anche l’aria condizionata, spenti? In un punto dobbiamo far scendere i passeggeri in uno spazio ristrettissimo. E se fino ad oggi, facendo i debiti scongiuri, non è successo nulla di grave, è stato solo grazie alla professionalità degli autisti che, oltretutto, procedono a passo d’uomo. Ma non dimentichiamoci che noi lavoriamo anche con l’orologio alla mano, ci sono da rispettare orari e coincidenze. Insomma si lavora con l’ansia.
Vorremmo delle soluzioni alternative anche se sappiamo che non ce ne sono molte. Una? Transitare sul viale della Stazione con il prolungamento di via Mazzini. Ma non vogliamo entrare nel merito perché sappiamo che è stata una questione molto dibattuta e controversa, anche tra la politica cittadina. A noi basta che si trovi una soluzione per la sicurezza dei pedoni, dei ciclisti, insomma dei passanti, e anche nostra ovviamente”.
















