Si può trovare di tutto, dall’eternit a latte di carburanti e pneumatici, da calcinacci a elettrodomestici, lavatrici e forni, dai toner delle stampanti ai giocattoli. Per non parlare dei rifiuti domestici, dall’umido alla plastica passando per carta e vetro. Uno scempio, una ferita per l’ambiente, una pugnalata al senso civico e al territorio. Stiamo parlando dell’abbandono indiscriminato di rifiuti, in alcuni casi anche nocivi che sembra sempre più un fenomeno dilagante nel Fermano. E gli incivili non si fanno nemmeno troppi scrupoli nel compiere i loro inqualificabili gesti.
Sì, il più delle volte si scelgono luoghi per così dire appartati, o quantomeno non sotto gli occhi di tutti. Ma nemmeno più di tanto. Prima scelta dei tanti che abbandonano i rifiuti per strada o nelle campagne sono le zone collinari del Fermano, magari a ridosso di ponti o cavalcavia per un bazar dell’indecenza che ormai ha assunto proporzioni preoccupanti. Con un crocevia.
Monte Caccione, la collina che divide i territori di Fermo e Porto San Giorgio, infatti, è tra i principali scenari della vergogna. Un monte che da sempre regala scorci suggestivi, che divide il primo entroterra dalla costa, che unisce la montagna all’Adriatico, oggi flagellato dalla mano della più becera violenza ambientale.
COSA RISCHIA CHI ABBANDONA I RIFIUTI
Ma non solo ‘monte Cacciù’. Diverse infatti le segnalazioni che arrivano anche dal Lungotenna, altro luogo ‘prediletto’ dall’abusivismo dei rifiuti. Certo le istituzioni hanno messo da tempo in campo le loro polizie locali e le società partecipate per reprimere il fenomeno, con multe anche salate se si viene colti in flagrante o se il rifiuto lascia trapelare l’identità dell’incivile di turno: dai 300 ai 3.000 euro se la mano è di un privato, con sanzioni che raddoppiano se il rifiuto è pericoloso. Si va sul penale se a compiere il deplorevole gesto sono aziende, ditte o enti (con arresto da tre mesi a un anno e multe da 2.600 a 26.000 euro per quelli non pericolosi, da sei mesi a due anni di reclusione, con pari sanzioni per quelli pericolosi). In ogni caso il responsabile si becca una denuncia all’autorità giudiziaria ed è obbligato a rimuovere l’immondizia e i rifiuti lasciati in strada. Ma non è mai facile riassociare l’immondizia a una persona specifica. Men che meno cogliere qualcuno con le mani nel sacco. Ma se da una parte c’è quel manipoli di cittadini che si macchiano di illeciti e reati, dall’altra, fortunatamente, c’è una ben più nutrita schiera di uomini e donne pronti a dar loro battaglia pur di far rispettare il nostro territorio, il nostro ambiente.
Ma monte Caccione e Lungotenna non sono certo soli nella lista delle aree bersagliate: segnalazioni arrivano anche dalle valli dell’Ete, del Tenna e dell’Aso, dalle prime periferie di Fermo alle campagne dell’entroterra o addirittura in vie centralissime come viale Trento, a Fermo. Le amministrazioni sono con il fucile spianato. E in alcuni casi centrano l’obiettivo, come nel caso delle sanzioni proprio tra viale Trento e San Tommaso. Ma la battaglia, con l’espansione del fenomeno, si fa sempre più dura.
IL GRUPPO SOCIAL
E proprio con questo spirito è nato su Facebook il gruppo “Rifiuti abbandonati abusivamente nel territorio di Fermo”. Quando si dice utilizzare i social network per nobili fini: “Troppi rifiuti abbandonati abusivamente, nei fossi, sotto gli argini delle strade, rifiuti nei posti non frequentati, materiale anche pericoloso come l’eternit, ma in linea di massima si trova di tutto, elettrodomestici, bottiglie di vetro, lattine, plastica e tutto quello che non serve più. La nostra non è una battaglia personale, desideriamo che tutti rispettino l’ambiente” la motivazione (riportata nel gruppo stesso) che ha spinto i suoi ideatori ad aprire quel gruppo. Segnalazioni dunque, nella speranza che i mille e più occhi di cittadini virtuosi possano se non debellare, quantomeno dare una significativa spallata all’impietoso fenomeno.














