
Il porto turistico (foto Nichol Talamonti e Roberto Salvatori)
“Dopo che il nostro Ministro degli Interni Matteo Salvini chiude i porti per impedire lo sbarco di immigrati irregolari in Italia, ora il sindaco Loira si avvia a chiudere il porto della nostra città alle imbarcazioni dei diportisti e dei pescherecci”. Inizia così, tra ironia e sarcasmo, l’attacco del capogruppo in consiglio della Lega al sindaco Loira. La questione è quella ormai nota da tempo: la presenza di sabbia all’ingresso del porto che pregiudica il transito dei natanti in entrata ed in uscita dall’approdo sangiorgese. “Il dragaggio era necessario e urgente già nella primavera scorsa -ricorda Marinangeli- tanto che intervenne la Guardia Costiera che dopo un controllo batimetrico, si vide costretta a ridurre il transito delle imbarcazioni passando da metri 3,00 a metri 2,50. L’ amministrazione comunale decise però di rinviare l’intervento alla fine dell’estate”.
Nel frattempo è avvenuto quello che è già è accaduto negli ultimi anni, secondo il consigliere leghista, ossia “disservizi, danni alle imbarcazioni, danni d’immagine e economici alla nostra città, con la fuga di tante imbarcazioni. Nei giorni scorsi abbiamo appreso che il dragaggio è stato ancora una volta rinviato, si farà forse nella primavera 2019. Assisteremo pertanto nei prossimi giorni alla fuga di altri diportisti e pescherecci rimasti, verso porti più accessibili” denuncia Marinangeli che aggiunge: “Il porto doveva rappresentare il volano dell’economia sangiorgese, mai invece un dialogo costruttivo fra i concessionari gestori del porto e l’amministrazione comunale, distanze che stanno trasformando ciò che doveva essere un gioiello, in un masso pesante”.
Ed ecco allora rispuntare il progetto per un pennello già depositato in Regione e che potrebbe contribuire a limitare gli effetti dell’insabbiamento. “Dove è finito – si chiede il capogruppo- quel progetto giudicato risolutivo circa 8 anni fa e che sarebbe costato cifre ridicole rispetto ai soldi spesi in questi anni? La seconda proposta che riteniamo di fare è valutare l’acquisto di una draga che costerebbe quasi come il costo di un dragaggio, andando così a risolvere il nostro problema e mettendo la draga a disposizione di altri porti, così da trasformare un problema, in una opportunità per Porto San Giorgio. Ora basta con lo sperpero di denaro pubblico e concretizziamo soluzioni risolutive”.














