“Matteo è un amico fraterno e posso solo ringraziarlo. Per il sostituto mi prendo qualche settimana per riflettere, qualche nome in agenda ce l’ho”. Le improvvise dimissioni dell’assessore Matteo Verdecchia a Sant’Elpidio a Mare hanno sorpreso un po’ tutti, tranne il sindaco Alessio Terrenzi, che era stato informato già da una decina di giorni delle sue intenzioni, oggi ufficializzate.

“Verdecchia aveva avvisato me e la giunta – spiega il primo cittadino – La politica non c’entra nulla, attiene alle sue scelte professionali e personali che se vorrà, sarà lui a spiegare. Dico solo che è una decisione che gli fa onore. Tra noi c’è un rapporto che va ben oltre l’amministrazione comunale, abbiamo un anno di differenza, siamo cresciuti a 50 metri di distanza, siamo amici da una vita ed abbiamo condiviso anche gran parte delle esperienze politiche. Ovvio che mi dispiaccia non averlo più in giunta, perché è sempre stato una figura preziosa, ma continuerà a dare il suo contributo dall’esterno”.

Ora si apre una fase di riflessione per trovare un nuovo assessore. Verdecchia è l’uomo di punta di Partecipazione democratica, la lista del sindaco. I primi indiziati per un incarico in giunta, quindi, non possono che essere i consiglieri in carica della lista. Un nome potrebbe essere quello di Andrea Rossi, che andrebbe a garantire un punto di riferimento in esecutivo alla frazione di Casette d’Ete, che ha sempre avuto almeno un rappresentante in giunta. Ma anche Paolo Maurizi e Manola Perticarini si sono fatti apprezzare da consiglieri in quest’anno e mezzo di legislatura per l’impegno profuso. Altra ipotesi concreta sembra il ritorno di Norberto Clementi. Era l’uomo d’esperienza, ma è stato sacrificato sull’altare delle quote rosa per inserire una seconda donna in esecutivo. Terrenzi si fida ciecamente di lui, è di Casette d’Ete.

Il sindaco non si sbilancia, ma fa sapere di guardare oltre i confini della lista. “So di avere carta bianca dalla mia maggioranza e di potermi muovere con piena autonomia nelle decisioni. Non è affatto detto che prenderò un membro di Partecipazione democratica, potrei anche scegliere un esterno, come ho già fatto in passato. L’importante è che mi garantisca disponibilità di tempo e competenze adeguate, condivisione dei nostri progetti e che ci consenta di mantenere l’armonia con cui abbiamo lavorato fino ad oggi. Incontro tante persone e mi capita a volte di pensare che questa o quella persona sarebbe adatta a collaborare in giunta. Qualche nome in agenda ce l’ho”.

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