“Proporremo al prossimo consiglio comunale una campagna di marketing per incentivare la vendita, anziché l’affitto, dei locali commerciali del cineteatro Gigli, non sia mai che l’operazione debba rivelarsi poco proficua per il privato!
Per il comune lo è stata di sicuro”. Ironicoa, lassociazione Laboratorio civico Pse, che torna sull’ex cineteatro Gigli, ponendo l’attenzione sulle cifre dell’operazione.

Il movimento civico capitanato da Alessandro Felicioni, trasformatosi in associazione dopo le elezioni amministrative, fa il punto sugli aspetti finanziari dell’acquisto di una parte dell’immobile, i cui lavori, a quanto si vocifera, dovrebbero essere ultimati per novembre. “Proprio un anno fa l’Agenzia delle entrate aveva fissato il valore della parte oggi oggetto di preliminare, in circa 1 milione – ricordano i civici – poco più della metà di €1.951.000,00 attestato a valore di stipula. Va ricordato che l’acquisto della porzione del Gigli è parte della compravendita che include anche il lotto di via Mameli il cui valore di perizia era fissato a €2,4 milioni, ma che nella stipula dell’atto è crollato all’esatta metà, 1,2 milioni. Più che sinergia tra pubblico e privato, come sottolinea fiero sempre il sindaco Franchellucci, appare lampante la propensione dell’amministrazione ad accontentare il privato, procurando alle casse del comune un buco quantificabile in 750 mila euro circa, se l’operazione si concludesse con questi presupposti, anziché rimpinguarle con una plusvalenza netta di 1,4 milioni, se ci si attenesse ai valori di stima dei lotti e del cinema. In tutto 2,1 milioni di perdita secca”.

I civici ricordano inoltre che il parere di congruità dell’Agenzia del demanio, che il Comune attende da tempo, “potrebbe sparigliare le carte e non mettere affatto la parola fine alla vicenda, considerando le lacune presenti nel contratto di stipula relativamente a un eventuale parere di congruità difforme, sia in eccesso che in difetto, rispetto a quello pattuito. Detto questo appare chiaro come il problema non sia più, o non sia mai stato, il giudizio sull’estetica del nuovo teatro, se fosse più in armonia col resto del centro il suo aspetto originale o se sono stati rispettati nella ristrutturazione i vincoli della sovraintendenza, perché la realtà è che a monte c’è chiaramente un danno erariale e di risorse buttate: ogni cittadino di Porto Sant’Elpidio ha perso nell’operazione più di 80 euro a tutto vantaggio del privato”.

Il Laboratorio civico promette di tornare sulla vicenda con un’apposita interpellanza o mozione per portare il tema sui banchi del Consiglio comunale. “Chiederemo anche lumi su alcuni aspetti dei due preliminari non troppo chiari”.

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