Gianni Clerici, tecnico della Futura 96

CAPODARCO di FERMO – Continua il cammino in perfetta media inglese (anche se alla rovescia: pareggio in casa e vittoria in trasferta) della capolista Futura 96, che impatta a reti bianche con l’Azzurra Colli, formazione che negli ultimi 4 precedenti al Postacchini di Capodarco era sempre uscita sconfitta.

IL TABELLINO

FUTURA 96 0 (4-3-3): Paniccià; Islami, Gobbi, Smerilli, Belleggia; Fiumaroli, Nicola Capiato (30’ pt Mannozzi), Mancini; Federico Capiato, Cingolani (32’ st Spinozzi), Giuliani (25’ st Marzan). All. Gianni Clerici

AZZURRA COLLI 0 (5-4-1): Camaioni; Acciaroli (43’ st Croce), Cucco, Stangoni, Alijevic, Tommasi; Zahraoui, Grilli (35’ st Battilana), Nardini, Gibellieri (15’ st Perozzi); Spinelli (10’ st Folchi). All. Manuel Fioravanti (Fanì squalificato)

ARBITRO: Filippo Pazzarelli di Macerata; assistenti Daniele Busilacchi di Ancona, Francesco Bilò di Ancona

NOTE: Espulso Belleggia al 30′ st per somma di gialli.

LA CRONACA

Al Postacchini di Capodarco, Futura 96 e Azzurra Colli scendono in campo schierando due formazioni piuttosto rivisitate rispetto all’avvio di campionato, causa infortuni e squalificati (tra cui anche lo stesso mister Fanì, sostituito in panchina da Manuel Fioravanti).

Cambiano gli interpreti ma non il sistema di gioco: Clerici ripropone il consueto 4-3-3 con lo stesso tridente offensivo uscito vittorioso dalla trasferta di Civitanova. L’Azzurra Colli, priva delle due punte titolari (Di Simplicio e Pirelli), si affida ad un 5-4-1 con Spinelli uomo più avanzato.

Primo tempo avaro di emozioni, se non fosse per la punizione di Nardini che al 25′ scalda i guantoni di Paniccià. Nella ripresa è il Colli a tentare di salire in cattedra con Grilli e Nardini che tengono in mano le redini del gioco. Gli ascolani vanno diverse volte alla conclusione dalla distanza ma Paniccià è sempre al posto giusto al momento giusto. Nel finale, nonostante l’espulsione che lascia la Futura 96 in inferiorità numerica per circa venti minuti, il risultato non si schioda, nemmeno sul brivido finale che Nardini dà a Paniccià sfiorando il palo.

Leonardo Nevischi

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